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A livello europeo, Il Regolamento CE n°1069/2009 definisce le norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano tra i quali troviamo anche lo stallatico definito come: escrementi e/o l’urina di animali di allevamento, diversi dai pesci di allevamento, con o senza lettiera.

In base alla normativa regionale (chiedere alla propria ASL veterinaria quale normativa vige nella propria regione), di solito è possibile utilizzare agronomicamente gli effluenti derivanti dagli allevamenti, il regolamento definisce, infatti, le modalità per effettuare lo stoccaggio, la comunicazione, il trasporto e l’utilizzo.

In tutti e due i casi sopra indicati si parla di allevamento ma il maneggio non può però essere considerato al pari di un allevamento, pertanto potrebbe non essere possibile applicare la normativa sopra citata.

A livello nazionale, il Testo Unico Ambientale all’art. 185 c. 1 lettera f) esclude dal campo di applicazione della parta IV del Dlgs 152/06 e smi i materiali fecali, che non sono contemplati dal regolamento CE 1069/2009, purchè utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi e metodi che non danneggino l’ambiente o mettono in pericolo la salute umana.

Pertanto lo sterco di cavallo idoneamente gestito, vale a dire dopo una corretta “maturazione” in concimaia e secondo un piano agronomico può essere impiegato come fertilizzante di terreni dell’azienda in cui il letame è prodotto.

Qualora invece si intenda impiegare il letame dei cavalli del maneggio in altra azienda è necessario che il produttore si attenga a quanto stabilito dal Dlgs 75 del 29/04/2010 che detta norme in materia di vendita di fertilizzanti.

Secondo questo Decreto Legislativo il produttore di fertilizzanti deve richiedere al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali l’iscrizione al “Registro dei fabbricanti di fertilizzanti” prima dell’immissione del fertilizzante sul mercato. Deve, inoltre, essere messo in atto un sistema che garantisca la tracciabilità del prodotto venduto.

Qualora il maneggio non disponga di terreno da fertilizzare secondo un piano agronomico, e non si intenda divenire produttori e rivenditori di letame, lo sterco deve essere trattato come un rifiuto, identificato con codice CER 02.01.06 (feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti raccolti separatamente e trattati fuori sito).

Il letame va trattato, quindi, come un rifiuto speciale non pericoloso che dovrà essere:

- stoccato secondo quanto indicato nell’art. 183 comma 1 lettera bb) “deposito temporaneo”
- allontanato tramite ditta autorizzata alla raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi CER020106 e mediante formulario di accompagnamento rifiuti
- conferito a ditte autorizzate al recupero o allo smaltimento.

Il produttore dovrà conservare i formulari di accompagnamento rifiuti a prova della corretta gestione del rifiuto e non hanno l’obbligo di tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti e neanche di effettuare la comunicazione al catasto dei rifiuti.

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