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Il 5xmille a Horse Angels per rovesciare le prospettive. Grazie!

Codice 92169370928

Purtroppo, anche negli sport equestri, possono esserci persone spregiudicate che pur di abbreviare e velocizzare l'addestramento ricorrono a scorciatoie che non sono solo illecito sportivo, che comporta sospensione ai fini del regolamento della FISE e del codice di condotta annesso, ma anche maltrattamento per la giustizia ordinaria.

La barrierata sugli stinchi è una di quelle pressi illegali ma in voga tra chi non si fa scrupoli pur di ottenere il risultato. Barrare o sbarrare il cavallo serve a indurlo ad alzare le gambe con maggior foga durante il salto, per non commettere errore. Questa "tecnica" prevede l'utilizzo di sostanze urticanti spalmate su gambe e corone in modo che il contatto con la barriera sia doloroso, piuttosto che (in allenamento) barriere chiodate che fanno male al cavallo se le tocca saltando, o asticelle sottili sollevate mentre il cavallo salta in modo da colpirlo, per fargli sentire male, così la volta successiva si tiene più alto nel saltare.

E ancora percosse, punizioni, allenamenti sfiancanti pur di piegare il cavallo a performare come gli si chiede.

In nome della spettacolarità, soprattutto ad alto livello, l'equitazione contemporanea può arrivare a richiedere prestazioni al limite delle possibilità dei cavalli, il cui benessere può essere sacrificato alle logiche di commercio e alle ambizioni personali degli atleti umani.

Poiché non sempre le segnalazioni in passato hanno prodotto il risultato di ottenere la giustizia sportiva sperata, a causa del fatto che il sistema tende a proteggere se stesso, specialmente se vengono implicati personaggi importanti per gli sport equestri, vuoi per prove insufficienti, omertà, ritorsioni, paura e mobbing, che non hanno permesso all'esposto di trovare la debita accoglienza, occorre sapere che si può indirizzare la denuncia anche alla procura ordinaria di competenza territoriale. Il reato è perseguibile di ufficio. Recita la legge 189 del 2004: "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche o somministra sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute, è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. La pena poi aumenta se dal maltrattamento deriva la morte dell'animale".

L'importante è circostanziare il reato ai fini dell'esposto, e dunque proporre come prova anche foto o video in cui si vede chi, come, dove e quando è stato commesso il fatto.

Laddove invece si vuole procedere in giustizia sportiva, occorre deferire il cavaliere o amazzone alla procura federale della FISE, piuttosto che al comitato etico dell'EPS di riferimento in nazionale, ricordandosi sempre di allegare l'apparato probatorio, per non trovarsi a dover sostenere la propria tesi solo a parole.

Allegare sempre anche il parere dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna, qui sotto annesso, per richiamare l'attenzione sul fatto che tali pratiche sono riconosciute maltrattamento anche da istituzioni di sanità animale pubbliche.

Parere del Centro di referenza nazionale per il benessere animale in merito al “barrare” o “sbarrare” nell'addestramento del cavallo nel salto ostacoli

In merito alla richiesta di parere la tecnica di addestramento denominata “barrare” o “sbarrare” è da considerarsi non idonea all'addestramento del cavallo nel salto ostacoli e per altro già vietata dalle organizzazioni equestri nazionali ed internazionali.

Le motivazioni di tale parere negativo sono così riassumibili:

  • a) Definizione del metodo di addestramento e presupposti: la tecnica del “barrare” o “sbarrare” consiste nel frapporre all'improvviso un ostacolo non previsto davanti al cavallo mentre il salto è già iniziato con lo scopo di fargli urtare una barriera e in tal modo stimolare la sua attenzione e sollecitare la sua memoria ogni volta che ripete tale azione.
  • b) Osservazioni sull'addestramento: tale pratica ottiene in parte il risultato desiderato utilizzando come strumenti la sofferenza dell'animale ed il timore. Il soggetto infatti trova un ostacolo improvviso e oltre al dolore dell'urto avverte anche paura e incertezza perchè la situazione non solo non è prevista, ma nemmeno prevedibile poiché sopravviene nel momento in cui il salto è già iniziato e il soggetto si trova ad affrontare un ostacolo diverso da quello visto in precedenza. Se pertanto è senz'altro vero che si possono ottenere i risultati desiderati per altro sono stati osservate molte situazioni di riluttanza e segni di paura di fronte agli ostacoli con aumento della difficoltà di apprendimento (rinforzo negativo) che fanno giudicare il metodo dello “sbarrare” da escludere perchè non rispettoso dell'animale e quindi assimilabile a maltrattamento.
  • c) Altri metodi di addestramento: Sono disponibili altri metodi per ottenere in modo adeguato l'addestramento del cavallo nel salto. Senza entrare nel dettaglio di tali metodi improntati sulla progressione degli esercizio, essi si basano sulla collaborazione dell'animale con il suo addestratore e sul rapporto di fiducia che si viene ad instaurare tra l'uomo ed il cavallo. Tali metodi sono ampiamente documentati e utilizzati nella pratica sportiva per addestrare i soggetti da salto.
  • d) Opinione delle federazioni equestri nazionali ed internazionali: quanto detto in precedenza non costituisce solo la risultanza di ricerca scientifica ed etologica, bensì rappresenta l'opinione delle Federazioni Equestri Nazionale ed Internazionale che ne hanno proibito l'utilizzo nell'addestramento riconoscendo che è possibile sviluppare l'attitudine al salto ostacoli senza ricorrere ad un metodo che causa paura e dolore e quindi maltrattamento nei cavalli.In conclusione il parere degli esperti del Centro di Referenza Nazionale è che il metodo dello “sbarrare” nell'addestramento del cavallo vada bandito perchè non corrisponde ad una modalità di relazione rispettosa del benessere dell'animale potendo ricorrere ad altri strumenti di educazione e formazione sportiva del soggetto.

Il parere in originale

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Pubblicata in Gazzetta la proroga con modifica dell’ordinanza del 21 luglio 2011 a tutela della salute e del benessere dei cavalli impiegati nelle manifestazioni popolari.

In Gazzetta ufficiale del 29 agosto 2019 è stata pubblicata la proroga con modifica dell’ordinanza del 21 luglio 2011 a tutela degli equidi impiegati nelle manifestazioni popolari.

"In attesa di un atto normativo definitivo - spiega il ministro della Salute, Giulia Grillo - lo scopo del provvedimento è quello di salvaguardare al massimo la salute e l’integrità fisica degli animali impiegati nelle manifestazioni popolari, pubbliche o aperte al pubblico come palii, giostre e quintane, nonché tutelare l’incolumità dei fantini e degli spettatori.
 
Con il rinnovo dell’ordinanza, il parere del veterinario della Asl territorialmente competente e del tecnico del fondo incaricato dal Mipaaft, che fanno parte della commissione di vigilanza pubblico spettacolo, diventa vincolante per il rilascio dell’autorizzazione ufficiale allo svolgimento della manifestazione".
 
"La modifica - continua il ministro Grillo - è stata introdotta per ribadire che in nessun caso sarà più possibile derogare al rispetto dei criteri di sicurezza e di benessere degli animali impiegati in questo tipo di manifestazioni.
 
Infine, per migliorare la qualità dei dati raccolti attraverso il censimento nazionale e lo studio dei rischi, attivato in collaborazione con il centro di referenza nazionale del benessere animale nelle diverse tipologie di manifestazioni, è stata modificata la scheda tecnica che deve essere inviata dai veterinari ufficiali alla fine di ogni evento".
 
Ecco le modifiche all'ordinanza del ministro della Salute del 21 luglio 2011: "All'art. 1, comma 3, dell'ordinanza del ministro della salute del 21
luglio 2011 - si legge in Gazzetta - sono inserite le seguenti: 'i cui pareri sono vincolanti per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento della manifestazione'.
 
"Il termine di validità dell'ordinanza del ministro della salute del 21 luglio 2011 - si legge ancora nel testo - prorogato da ultimo con l'ordinanza 26 luglio 2018, è prorogato di ulteriori dodici mesi a decorrere dalla data del 30 agosto 2019".

 
Ecco i contenuti generali cui si ispira l'ordinanza
 
Corsa di velocità e divieto di purosangue- Una Commissione di esperti veterinari -riunitasi in data 12 giugno 2017 presso il Ministero della salute - ha valutato  le caratteristiche morfometriche degli equidi, fornendo anche indicazioni per la definizione del concetto di "corsa di velocita'". La nuova ordinanza dispone che, nelle manifestazioni che prevedono corse di velocita', "intese come corse al galoppo in cui la vittoria viene attribuita solo in base alla velocita' degli equidi" e' vietato l'utilizzo di cavalli di razza purosangue inglese.
 
Presenza di un veterinario ufficiale e rendicontazione- In base alla nuova ordinanza, la ASL competente per territorio deve garantire, durante lo svolgimento della manifestazione e delle prove, la presenza di un veterinario ufficiale, il quale deve inviare, entro sette giorni dal termine della manifestazione, una scheda tecnica, compilata sulla base di un modello definito dalla Direzione generale della sanita' animale e dei farmaci veterinari al Centro di referenza per il benessere animale (Crenba). Entro il 30 giugno di ogni anno, il Crenba invia alla Direzione generale della sanita' animale e dei farmaci veterinari una relazione contenente la valutazione dei dati raccolti.
 
Antidoping- Per il rispetto del divieto di doping e dei requisiti di accesso degli equidi alle manifestazioni, gli organizzatori delle manifestazioni adottano un regolamento recante le procedure per i controlli, secondo uno degli standard di riferimento applicati "dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali o dalla FISE".
 
Esclusioni dal campo di applicazione - Sono escluse dall'ordinanza le manifestazioni con equidi che si svolgono negli impianti e nei percorsi ufficialmente autorizzati dal Mipaaf e dal CONI, ivi compresi gli enti di promozione sportiva che includono nei propri statuti regolamenti/disciplinari e misure di sicurezza "almeno equivalenti" a quelle stabilite dall'ordinanza ministeriale.L'Ordinanza di proroga tiene conto del Manuale operativo del Centro di Referenza nazionale per il benessere animale istituito presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna per il corretto svolgimento delle manifestazioni popolari in cui sono impiegati gli equidi.

La proroga viene disposta "nelle more dell'emanazione di una disciplina normativa organica" e tenendo conto che non tutte le Regioni hanno dato piena attuazione a quanto previsto dall'art. 8 dell' Accordo 6 febbraio 2003 oltre che del ripetersi di incidenti che mettono a repentaglio la salute e l'integrita' fisica degli animali, l'incolumita' dei fantini e degli spettatori.
 
Normativa di riferimento generale:
  • Legge 20 luglio 2004, n. 189 (Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonche' di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate»), 
  • Accordo Stato Regioni 6 febbraio 2003 in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy e DPR 28 febbraio 2003.
  • Ordinanza e proroghe- OM 21 luglio 2011 per la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati, prorogata da ordinanza 4 settembre 2013, ordinanza 7 agosto 2014, ordinanza 3 agosto 2015, ordinanza 3 agosto 2016, ordinanza 1 agosto 2017.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diramato, a seguito degli incontri svolti con le rappresentanze del settore dello sport equestre e dell’autotrasporto, una circolare congiunta con il Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza che declina in modo più dettagliato le attività connesse al trasporto degli equidi.

È stato previsto un periodo di monitoraggio dell’attività di controllo svolta su strada, fino al 1 marzo 2019.

Il testo ha lo scopo di integrare i contenuti della circolare del 15 ottobre con le peculiarità che caratterizzano il settore del trasporto cavalli effettuato dalle associazioni e società sportive nei confronti dei soci dei ciroli.

Vai al testo della circolare

Ogni Stato Membro deve assicurare che la protezione degli animali sia rispettata, in modo particolare, nei mesi estivi, quando molti animali sono trasportati con temperature superiori ai 30 gradi. Il Ministero della Salute richiama le associazioni di categoria a pianificare "correttamente e adeguatamente" i lunghi viaggi. Indicazioni ai Servizi Veterinari per l'autorizzazione del viaggio.

Che il trasporto di animali avvenga attraverso la Comunità Europea o verso i Paesi Terzi, via terra o via mare, il rispetto del Regolamento europeo 1/2005 è fondamentale per garantire il bessere degli animali trasportati soprattutto in caso di alte temperature.


La Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari ha scritto ai Servizi Veterinari e alle organizzazione dei trasportatori, richiamando alcune precauzioni, prima fra tutte quella di pianificare i lunghi viaggi, ponendo particolare attenzione alla idoneità degli animali al trasporto, alla loro densità, alla quantià e alla qualità della lettiera. E inoltre:rispetto delle soste e dei tempi di riposo, di abbeverata e di alimentazione.


L'organizzazione dei viaggi via mare, anche tra Paesi Comunitari, dovrà essere adeguatamente e coerentemente pianificata, così come la partenza, le necessarie soste, la scelta degli orari delle navi e dei porti di imbarco, in modo da evitare inutili sofferenze e attese agli animali.

Orario del viaggio  e temperatura del mezzo- I viaggi - prosegue la circolare- dovranno essere organizzati durante le ore più fresche della giornata, possibilmente durante le ore notturne, tenendo in considerazione lo stato fisiologico degli animali e l'effettiva necessità di una immediata partenza durante i giorni più caldi. La temperatura all'interno dei  mezzi di trasporto deve essere costantemente registrata e monitorata attraverso i previsti strumenti di controllo.

Blocchi nazionali- Prima della partenza, sarà necessario un attento monitoraggio delle temperature previste lungo il tragitto, con una conseguente idonea pianificazione del viaggio, tenendo in considerazione gli eventuali blocchi effettuati da altri Stati Membri sul proprio territorio in caso di temperatura superiore ai 30 gradi.

Autorizzazione del viaggio- Prima di autorizzare la programmazione e l'effettuazione di lunghi viaggi di animali vivi, i Servizi Veterinari devono attentamente valutare tutti gli aspetti descritti dalla circolare ministeriale. Qualora le temperature lungo il tragitto e in partenza dall'Italia fossero superiori ai 30 gradi, i trasporti "non devono essere autorizzati".

Oltre che ai trasportatori, la circolare ministeriale è stata inviata alle autorità regionali, ai carabinieri del Nas, a Pif, Uvac e organizzazioni veterinarie.

pdfNota DGSAF Trasporto Animali Mesi Estivi

Il Ministero dell’Interno ha emanato una nuova circolare il 17/10/2018 relativa al trasporto di equidi per finalità sportive o finalità ludiche.

L'obiettivo della Circolare è quello di contrastare ogni forma di illegalità nel trasporto degli equini.

Tuttavia, ha sollevato la rivolta del mondo dei maneggi e privati che trasportano cavalli non per lucro ma per diletto.

A ciò ha fatto seguito un incontro tecnico al Ministero Infrastrutture e Trasporti per discutere i problemi applicativi relativi alla circolare interministeriale sul trasporto di equidi per competizioni sportive o finalità ludiche uscita il 15 ottobre 2018, cui in due tornate successive hanno conferito  sia le Federazioni sportive che, a seguire, Anite.

Di seguito il comunicato di A.n.i.t.e., Associazione Nazionale Italiana Trasporto Equini:

"A.n.i.t.e. ha partecipato in data odierna all’incontro tecnico convocato dal Ministero Infrastrutture e Trasporti  sulle problematiche del trasporto equidi, a seguito della recente circolare del 15 ottobre scorso che aveva creato allarmismo da parte delle federazioni degli sport equestri. 
Nel corso dell’incontro, alla presenza dei vertici del Dipartimento dei Trasporti Terrestri e della Direzione Centrale della Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, è stata affermata la condivisa volontà di contrastare ogni forma di illegalità nel settore del trasporto di equidi e, al tempo stesso, di tenere nella giusta considerazione le esigenze del mondo dell’associazionismo sportivo
In tale ottica,  in vista di un prossimo incontro, saranno formulate proposte che, nel rispetto delle regole vigenti, possano essere utilmente valutate dai ministeri competenti nel perseguimento degli obiettivi emersi al tavolo".

In questa fase transitoria, è consigliabile comunque attenersi alla nuova circolare emanata, per non incappare in verbali.

Per approfondire la circolare, qui di seguito il testo integrale in link:

Circolare trasporto equidi

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