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Il 2 aprile 2019 la Camera dei Deputati ha approvato, nell’ambito del d.d.l. recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, l’emendamento che introdurrebbe nel corpo del codice penale l’art. 612-ter sul c.d. revenge porn, l’odiosa e tristemente diffusa pratica consistente nel vendicarsi dell’ex partner diffondendo, spesso via internet, materiale pornografico che lo ritrae.

Il fenomeno è più diffuso di quanto si pensasse, se occorre arrivare ad estreme conseguenze di tutela dei minori.

E' così che il 1 ° giugno scorso sono entrate in vigore in USA le politiche di prevenzione degli abusi su atleti equestri minorenni della Federazione equestre degli Stati Uniti.

Avrebbe abusato di almeno una di due minorenni, una ragazzina di 13 anni. E' quanto emerge in sede di incidente probatorio davanti al Gup di Udine in una vicenda che ha coinvolto un istruttore di equitazione di 50 anni di un maneggio in Friuli e due minorenni.

Per l'accusa, gli abusi configurano l'ipotesi di violenza sessuale continuata e aggravata.

Purtroppo il fenomento di adulti che approfittano della vicinanza con minorenni nel mondo dello sport per tessere relazioni tossiche è diffuso.

Stimarlo è impossibile perché generalmente le vittime non denunciano per via della paura e della vergogna. Vi sono paesi al mondo, come gli USA, dove il reato di pedofilia non si prescrive mai, dunque è più probabile che le vittime, una volte adulte, trovino il coraggio di denunciare per tentare non solo di avere una sorta di risarcimento morale del danno subito, ma spesso anche per frenare questi predatori da ripetere l'assalto su altri minori. In Italia, stando alle leggi attuali, il reato si prescrive in 10 anni, ma non a partire dall'abuso, bensì dalla denuncia. Un tempo che potrebbe non essere sufficiente per arrivare all'effettiva condanna.

E' stato tratto in arresto dai Carabinieri ieri , 29 maggio 2018, Daniele Bernardi condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Dovrà scontare la pena di 4 anni e 6 mesi come stabilito dalla sentenza.

La Corte di Cassazione, concludendo un doloroso iter giudiziario durato un decennio per la famiglia vittima della vicenda, ha confermato la condanna di quattro anni e  mesi per Daniele Bernardi, ex istruttore federale della FISE, Federazione Italiana Sport Equestri, da cui è stato radiato in via definitiva dalla Corte Federale d'Appello con sentenza del 5 luglio 2017.