Traduci

Italian English French Spanish

Motore di ricerca interno

Il 5xmille a Horse Angels

Codice da inserire:

92169370928

Radiato dalla FISE l'istruttore di equitazione di monta americana Francesco Marchegiani per aver intrattenuto una relazione di natura sentimentale e sessuale con una sua allieva minorenne nel 2016.

Messaggi telefonici, conditi da istruzioni di non raccontare a nessuno della relazione, hanno inchiodato il condannato. Tra lui e la fanciulla, circa 25 anni di differenza di età.

L’uomo è accusato di atti sessuali su minore e il Tribunale penale di Macerata l'ha condannato, nel 2019, oltre che alla pena detentiva per anni 2 e mesi 4, alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dall'insegnamento in scuole di ogni ordine e grado, e da qualsiasi ufficio o incarico pubblico o privato avente a che fare con minori. Sentenza di primo grado e quindi non definitiva.

Da quanto è stato ricostruito, la vicenda sarebbe avvenuta in un maneggio del maceratese, nelle Marche, dove la ragazzina frequentava dei corsi di equitazione di monta americana. Le attenzioni dell’istruttore però non hanno convinto la madre della fanciulla, che ha scoperto i messaggi di cellulare inviati dall’uomo alla figlia, con richiesta di cancellare ogni prova. Da lì è partito un viaggio a ritroso per ricostruire la vicenda, formalizzata con una denuncia penale, nel dicembre 2016, da parte della madre della minore.

Per la legge la gravità è data anche dalla posizione dell’uomo alla base di una relazione ben oltre quella normale tra allieva e istruttore, tanto da configurare un reato punito per legge – articolo 609 quater, comma 1, punto 2 – se la minore ha meno di 16 anni e ha con l’adulto una relazione di educazione, istruzione e vigilanza.

L'istruttore aveva chiesto alla FISE di rimandare il giudizio di radiazione attendendo il risultato definitivo in penale, e comunque di applicazione della circostanza attenuante in ragione della minore tenuità del danno, determinata dal consenso della minore alla relazione, dal fatto che questa non avesse fatto esposto alla giustizia sportiva, essendo partito il procedimento dalla lettura della condanna su un organo di stampa locale, e dalla contestazione che ci fossero stati rapporti sessuali completi prima degli anni 16.

Ma, né il primo grado sportivo, né la Corte d'Appello Federale, hanno riconosciuto la possibilità di una misura alternativa, attenuata, o diversa dalla radiazione (29_01_2020 Sentenza procedimento d'Appello CAF RG 42_19 PA 32_19).

Cava de’ Tirreni. Maestro di equitazione 35enne, residente in provincia di Caserta, finisce nel mirino della Procura di Nocera Inferiore (SA) e dovrà rispondere della pesante accusa di violenza ed atti sessuali.

I fatti risalgono al periodo tra ottobre 2017 e luglio 2018 e si sono svolti in un maneggio di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno.

Il 35enne all’epoca avrebbe iniziato a molestare una sua allieva (che al momenti dai fatti aveva 15 anni) costringendola subire violenze sessuali minacciandola che, nel caso si fosse ribellata, avrebbe perso la possibilità di praticare l’equitazione che lei tanto amava.

Ma alla fine la minore non avrebbe più sopportato la situazione e le umiliazioni a cui era costretta ed avrebbe confessato tutto ai genitori che hanno sporta denuncia alle forze dell’ordine che ora starebbero controllando attentamente anche il contenuto dei contatti avvenuti via cellulare tra il maestro e la ragazzina.

Il maestro di equitazione respinge tutte le accuse mosse nei suoi confronti, ma rischia il rinvio a giudizio con gravi accuse. In settimana si svolgerà l’incidente probatorio con la testimonianza della vittima davanti a giudice, procura e psicologi.

La ragazza dovrà confermare quanto già asserito nella denuncia agli inquirenti.

Questo caso in Regione Campania si va a sommare a quello seguito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, per il quale si attende reinvio a giudizio o archiviazione.

Il provvedimento è giunto su richiesta di Safe Sport alla Federazione Equestre Statunitense dopo un'indagine che ha rilevato come credibili le accuse di cattiva condotta sessuale su minorenne.

L'ex olimpico, George Morris, addestratore, ha attualmente 81 anni e il bando gli vieta di partecipare a qualsiasi evento equestre federale.

SafeSport è stato lanciato nel 2017 dal Comitato Olimpico USA come organismo indipendente investigativo che si occupa di proteggere la sicurezza degli atleti.

Dettagli delle accuse rivolte contro Morris non sono stati resi pubblici.

Morris ha rilasciato una dichiarazione nell'agosto 2019 con la quale nega le accuse di cattiva condotta sessuale e sostiene che farà appello al provvedimento. Egli ha detto che le accuse rivolte contro di lui risalgono a più di 50 anni fa; ma non ci sono prescrizioni in USA per i reati sessuali su minori, quindi poco importa la "datazione" del reato.

Morris ha vinto una medaglia d'argento nel salto ostacoli per gli Stati Uniti alle Olimpiadi del 1960 a Roma, per poi diventare un famoso coach e trainer in questo sport.

Ha allenato l'Olimpico USA nel 2008 ai Giochi olimpici di Pechino, portando la squadra a tre medaglie, tra cui l'oro in squadra nel salto. Nel 2016, Morris ha allenato il team olimpico brasiliano per i Giochi di Rio de Janeiro.

Respinto in questi giorni l'appello. Morris è dunque ufficialmente radiato a vita.

PALERMO - Gli abusi sessuali sarebbero avvenuti nel 2013 all'interno di un maneggio. Vittima una ragazzina che non aveva compiuto quattordici anni.

Giuseppe La Licata, palafreniere, è stato condannato a tre anni e due mesi di carcere dalla seconda sezione del Tribunale presieduto dal giudice Roberto Murgia.

Fu la minorenne a raccontare ad una professoressa delle attenzioni morbose subite dall'uomo che l'avrebbe baciata e palpeggiata a Villa Pensabene, alle spalle del Velodromo dello Zen. Il maneggio, nel 2011, sotto la vecchia gestione, ospitò una delle più importanti riunioni della recente Cosa Nostra.

L'imputato ha sempre sostenuto di essere innocente, bollando come fantasiose le ricostruzioni della giovane vittima. Tanti testimoni, ha spiegato l'avvocato Tommaso De Lisi, lo hanno descritto come un lavoratore che mai ha dato adito a dubbi.

La Licata ha rischiato una condanna molto più pesante. Il pubblico ministero, infatti, aveva chiesto otto anni di carcere. Il Tribunale, però, ha considerato il fatto di lieve entità e ha riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche come prevalenti rispetto alle aggravanti.

L'imputato dovrà risarcire con una provvisionale di ventimila euro i genitori della ragazzina, parte civile al processo con l'assistenza dell'avvocato Rosario Sansone.

Il danno complessivo sarà quantificato in sede civile.

 

Abusava di minore, al sig. Alessandro Mazzi è stata commisurata la radiazione e l’ammenda di € 10.000 (diecimila/00).

In particolare, con atto d’incolpazione depositato nell'aprile 2019 presso la procura federale della FISE, con allegata produzione documentale, il Sig. Alessandro Mazzi ha dovuto rispondere di accuse gravissime.

Da una parte dell'accusa di maltrattamento animale su più cavalli, ma tutti i capi di imputazione non sono stati accolti.

Dall'altra, di abuso di minorenne. E su questo capo d'accusa non ci sono stati sconti, tanto più che all'epoca dei fatti era anche carabiniere forestale, e portava la minore in caserma per gli atti sessuali, da cui è stato condannato anche dalla giustizia ordinaria a due anni di reclusione più risarcimento alla vittima con un patteggiamento che ha reso la sentenza definitiva (ma gli ha sospeso la detenzione).

Dal punto di vista della giustizia sportiva: “Rilevato che, in merito alla contestazione di abuso su minore, le argomentazioni difensive non possono essere condivise atteso che, in casi quali quello di cui si tratta, è pacifico che l'eventuale autodeterminazione sessuale della vittima rimane del tutto irrilevante ai fini della configurabilità sia del delitto di atti sessuali con minorenne che dell'illecito disciplinare. In detti casi, invero, a rilevare è unicamente il mero dato dell’età, la relazione esistente tra l’agente e il minore e l'abuso dei poteri connessi alla posizione qualificata dell’agente, rispetto al minore. In ogni caso, devono prevalere le ragioni di tutela dell’integrità fisico-psichica del minore e, peraltro, il consenso eventualmente prestato ad atti sessuali è del tutto irrilevante, perché il minore è ritenuto non in grado di esprimere un valido consenso. Inoltre, la posizione di debolezza psicologica della minore rispetto all'adulto Mazzi, la notevole differenza di età tra i due e i rapporti sessuali costituiscono elementi di gravità indiscutibile” ha deferito il sig. Alessandro Mazzi per le violazioni indicate supra.

E' di oggi 22 ottobre la notizia che la radiazione è stata confermata anche in Corte Federale D'Appello FISE, cui il Mazzi aveva fatto ricorso.

Ti è piaciuto questo articolo? Metti un like o condividi, grazie.

Non riceviamo sostegni pubblici

CONSIDERA DI SOSTENERCI - IBAN intestato a Horse Angels: IT37 C076 01132 0000 1000 5050 63 - Con carta di credito puoi donare online pigiando il bottone qui sotto:

Offerta libera
 EUR