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Purtroppo il fenomento di adulti che approfittano della vicinanza con minorenni nel mondo dello sport per tessere relazioni tossiche è diffuso.

Stimarlo è impossibile perché generalmente le vittime non denunciano per via della paura e della vergogna. Vi sono paesi al mondo, come gli USA, dove il reato di pedofilia non si prescrive mai, dunque è più probabile che le vittime, una volte adulte, trovino il coraggio di denunciare per tentare non solo di avere una sorta di risarcimento morale del danno subito, ma spesso anche per frenare questi predatori da ripetere l'assalto su altri minori. In Italia purtroppo, stando alle leggi attuali, il reato si prescrive, rendendo ancora più subdolo il fenomeno perché in tanti non arriveranno mai a denunciare.

Il pedofilo, non fermato, andrà avanti a tessere relazioni tossiche perché quello della pedofilia è un reato che tende a diventare maniacale quanto più non viene isolato e messo al bando prontamente.

Come riconoscere un pedofilo? Purtroppo non ce l'hanno scritto in fronte, quindi occorre partire da piccoli segnali.

Ecco alcuni tratti della personalità abusiva che minorenni e genitori devono imparare a riconoscere, per stanare il predatore sessuale di minori ed evitarlo.

  • Urlare spesso agli allievi di fronte agli altri o dire loro cose degradanti per lederne l'autostima. L'umiliazione del prossimo non fa parte dei metodi corretti di formazione.
  • Dare priorità assoluta ai risultati competitivi prima del benessere fisico e mentale di persone e animali coinvolti. Vincere piace a tutti, ma importa anche come. Se per vincere occorre abusare del cavallo, picchiarlo, doparlo, si innesca una forma mentis di non rispetto dell'altro per la quale al momento opportuno l'abuso può essere trasferito sull'allievo, visto come oggetto da usare per i propri piaceri.
  • Permettere il bullismo nel circolo sportivo. Un istruttore che permette comportamenti scorretti, che non tutela le persone più fragili, non ha una buona etica.
  • Fare giochi di potere con gli allievi. L'istruttore che fa giochi mentali con allievi per degradarli, per avere sempre ragione, per umiliarli, per subordinarli, manipolarli e obiettivi simili,  è potenzialmente pericoloso perché non è una persona emotivamente equilibrata.
  • Istigare il timore o l'inopportunità di riferire ad adulti o genitori quanto avviene al circolo. L'istruttore che cerca di convincere l'allievo che quanto succede in maneggio non va riferito, ricorrendo a minacce o altri giochi di potere, è pericoloso e magari sta preparando il terreno per la sua predazione sessuale.
  • Rifiutare di assumersi responsabilità. L'istruttore che vuole sempre avere ragione, anche quando ha palesemente torto, può essere abusivo. Le brave persone ammettono di poter sbagliare e sanno chiedere scusa. Il loro ego non prende sopravvento sulla giustizia.
  • Eccesso di intimità fisica. Diffidare degli istruttori che oltrepassano i limiti opportuni dell'educazione e della forma, sia nel contatto fisico che nell'approccio verbale. Può trattarsi di una strategia per arrivare a predare sessualmente il minore con gradualità.

Un paio di cose assolutamente da ricordare per non sottovalutare il fenomeno:

Per quanto non esistano stime precise sull'ampiezza del problema, è certo che colpisce ogni classe sociale.

La maggior parte degli abusi avviene in famiglia, o nella familiarità. L'abusatore cercherà dunque di diventare un amico di famiglia, perché i genitori abbiano fiducia e gli affidino il minore per periodi prolungati di tempo senza supervisione. Reciterà la parte del padre o madre sostitutivo "in vacanza" dei reali. Questi reati tendono a colpire maggiormente i minori che sperimentano forme di abbandono - basta anche quello emotivo - da parte dei genitori. I minori inizialmente possono sostituire la figura genitoriale assente con l'abusatore, che prepara così il terreno per agire indisturbato e far sentire il minore in colpa, o in vergogna, o in paura di denunciare.

Quanto ai formatori, essi dovrebbero essere modelli di buona condotta equestre, e essere abusivi con persone e/o animali non fa dell'istruttore una buona guida. Un ambiente sano è nutrimento e sostegno e per questo nella scelta del maneggio le considerazioni etiche non devono passare in secondo piano

Ultime raccomandazioni:

Se cominci ad avere paura ad andare al maneggio, ascolta il tuo istinto. La priorità deve essere la sicurezza e il benessere personale, tuo e del tuo cavallo, non il curriculum dell'istruttore.

Non cercare vantaggi personali, non meritati, in cambio di favori. Innesca un rapporto dare per avere in cui potresti un giorno soccombere.

Il ricatto è la forma principale per ottenere l'asservimento della vittima. Se sei sottoposto a qualche forma di ricatto, riportalo immediatamente a polizia, carabinieri, genitori, associazioni che difendono i minori.

Avrebbe abusato di almeno una di due minorenni, una ragazzina di 13 anni. E' quanto emerge in sede di incidente probatorio davanti al Gup di Udine in una vicenda che ha coinvolto un istruttore di equitazione di 50 anni di un maneggio in Friuli e due minorenni.

Per l'accusa, gli abusi configurano l'ipotesi di violenza sessuale continuata e aggravata.

Il tutto si riferisce a fatti datati più di un anno fa, quando la madre di una delle giovani ha sporto denuncia.

La figlia ha ammesso di aver avuto rapporti con l'istruttore, mentre quest'ultimo ha negato.

L'altra giovane, oggi maggiorenne ma all'epoca dei fatti diciassettenne, avrebbe detto di essere rimasta incinta e di aver interrotto la gravidanza.

Il pm Letizia Puppa della Procura di Udine ha chiesto una misura cautelare nei confronti dell'istruttore di equitazione, finito agli arresti domiciliari.

Horse Angels ha dato mandato al proprio Avvocato Francesca Castelletti del Foro di Trieste per la costituizione di parte civile nel procedimento giudiziario.

Maltrattamento animali e violenza sulle persone sono correlati? Forse sì

Esiste una correlazione tra il maltrattamento degli animali e la violenza sulle persone. A metterlo in luce sono diverse ricerche sociologiche.

Il maltrattamento e uccisione di animali, la violenza interpersonale e ogni altra condotta antisociale e criminale sono testimoniati da esempi e studi che associano la propensione ad un determinato reato in base al rapporto che nel corso della vita si è avuto con gli animali.

Un dato eclatante: sembrerebbe che il 71 % dei detenuti abbia precedenti per maltrattamento di animali.

In Italia c'è un'associazione, presieduta da Francesca Sorcinelli, presidente di Link-Italia, che si occupa appunto di questi studi e diffonderne i dati, perché sia chiaro il collegamento tra gli abusi su animali e gli abusi su umani.

Nel mondo del cavallo, tutto ciò risulta da casi clamorosi, dove persone di cavalli, abusando del proprio ruolo formativo e didattico, non solo sono emerse alla cronaca nel ruolo di abusatori di cavalli, ma anche come abusatori sessuali. 

E' evidente allora come la sfera della tutela delle persone non possa prescindere dalla salvaguardia degli animali. Tanto più diventa importante che le segnalazioni per abuso di cavalli, nel nostro mondo, non siano sottostimate, sottopunite, non godano di omertà e protezione da parte del mondo economico che ruota attorno ai cavalli.

Per ogni abusatore di cavalli, si può ipotizzare una propensione a scenari di violenza domestica o addirittura sociale, se le vittime coinvolte sono fuori dalla rete di casa. 

Sensibilizzare il mondo del cavallo a porre un’attenzione maggiore verso tutti gli elementi che possono essere predittivi di condotte antisociali e di comportamenti caratterizzati da abuso è oggi un obbligo per chi, come Horse Angels, si occupa già da statuto di promuovere il corretto rapporto tra persone e animali e la legalità nelle interrelazioni nel mondo del cavallo.

Tra le variabili da prendere in considerazione come sentinella d'allarme citiamo queste:

  • abuso di alcohool o droghe
  • propensione alla violenza su cavalli o altri animali
  • propensione alla molestia sessuale

Il link è tratto, ora si tratta di fare l'opportuna vigilanza e selezione e repressione, ciascuno per il suo ruolo.

E' stato tratto in arresto dai Carabinieri ieri , 29 maggio 2018, Daniele Bernardi condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Dovrà scontare la pena di 4 anni e 6 mesi come stabilito dalla sentenza.

La Corte di Cassazione, concludendo un doloroso iter giudiziario durato un decennio per la famiglia vittima della vicenda, ha confermato la condanna di quattro anni e  mesi per Daniele Bernardi, ex istruttore federale della FISE, Federazione Italiana Sport Equestri, da cui è stato radiato in via definitiva dalla Corte Federale d'Appello con sentenza del 5 luglio 2017.

La sentenza prevede anche una pena accessoria quale l'interdizione ai pubblici uffici per cinque anni, in perpetuo per gli uffici attinenti alla tutela e cura dei ragazzi, gli incarichi di amministratore di sostegno, nonchè da qualunque incarico nelle scuole o in altre strutture ove vi siano minori.

I fatti risalgono dal 2000 al 2006 quando il Bernardi gestiva centri ippici nel biellese e grazie alla sua posizione ha approfittato del rapporto di fiducia per usare violenza sessuale nei confronti dei suoi giovani allievi.

Ai tempi dei gravissimi fatti in questione due dei minori molestati, figli della famiglia che ha condotto una lunga ed estenuante battaglia per avere giustizia, avevano 6 e 10 anni e dopo il lungo incubo vissuto si aspettano il giusto corso della giustizia con l'applicazione integrale della pena.

L'avvocato Lorenzon di San Donà, difensore delle vittime, ha così dichiarato ai media: "Il prossimo passo sarà il riconoscimento del danno patrimoniale in capo ai due fratelli, uno dei quali, a seguito delle violenze subite, ha affrontato anche un periodo di grave disagio personale".

Dalmine, estorsioni e incendi ai vicini per ampliare il maneggio di famiglia, si legge sulla cronaca lombarda

Da ciò l'arresto di Giovanni Oberti, 37 enne di Osio Sotto, gestore, insieme alla famiglia, del maneggio La Pinosa.

L’uomo è accusato di tentate estorsioni continuate, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma comune da sparo (una calibro 357), incendi dolosi ad abitazioni, aziende e autovetture, atti persecutori e anche tentato omicidio per convincere i vicini a lasciargli i terreni limitrofi per ampliare il maneggio.

Non basta,  nell’ordinanza del Gip si parlerebbe anche del tentativo dell’uomo di costringere la madre di una ragazza minorenne, che aveva avuto un breve legame sentimentale con lui, di ritirare la denuncia, arrivando anche in questo caso alle minacce di morte: l'uomo avrebbe esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della donna, colpendo l’auto parcheggiata ma anche le imposte della casa vicina. Oberti successivamente avrebbe anche incendiato la macchina della madre della ragazza e altri veicoli di persone con le quali aveva avuto conflittualità.

Il personaggio era già noto alla cronaca nera per l' accusa di aver bruciato vivo il cane di una passata fidanzata a San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, dove si trovava in trasferta per una gara di equitazione presso il prestigioso Riviera Horses. Del procedimento giudiziario non si è poi saputo nulla, forse perchè è stato impossibile risalire a una prova certa e inconfutabile di chi avesse arso vivo il jack russel di nome Gina.

Tranne che è poi apparsa la seguente notizia: “L’Ufficio Procura Antidoping ha disposto i seguenti provvedimenti: deferimento dell’atleta Giovanni Oberti (tesserato FISE) alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per violazione degli artt. 2.2. e 2.6. delle NSA nell’ambito del procedimento disciplinare aperto a seguito di segnalazione della FISE e degli accertamenti svolti in collaborazione con la Procura della Repubblica di Rimini con richiesta di squalifica per 2 anni e 3 mesi.

Dopo un periodo di sospensione, è stato reintegrato a tutti gli effetti come cavaliere. Forse la decisione non è stata saggia alla luce degli avvenimenti successivi.  

Speriamo che questa volta la Procura Federale della FISE ravveda più di un comportamento che lede al codice etico di istruttori e cavalieri e si decida a una punizione esemplare: la radiazione definitiva è ciò che Horse Angels ha chiesto espressamente per iscritto alla Procura Federale della FISE per questo personaggio.

Link alla cronaca sull'arresto

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