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Lunedì, 19 February 2018 12:04

Cavalli che rovinano la vita, quando l'ippodipendenza è una malattia dalla quale non vale la pena guarire

Scritto da Lucia

I cavalli sono sicuramente carini, ma alcuni potrebbero dire che rovinano la vita di chi se ne innamora. In pratica, arrivano a essere il centro di organizzazione della routine di una persona, quasi fossero una malattia.

Se li si vuole in benessere, con tutte le loro esigenze quotidianamente soddisfatte, richiedono diverse ore al giorno di accudimento, ogni giorno, 365 giorni l'anno, tanto che il proprietario alla fine fa il badante dei propri cavalli, sottraendo tempo al lavoro, alla famiglia, alla rete sociale.

Accudire amorevolmente i propri cavalli, diventa un lavoro part time, non solo non retribuito, ma una cambiale aperta al portatore, in quanto i cavalli assorbono gran parte delle risorse economiche da dedicare alla ricreazione e allo svago.

I cavalli hanno sempre bisogno di alimenti migliori, di una visita del maniscalco, di un nuovo accessorio per il benessere, e quando stanno male c'è da accendere il cero e pregare che non si tratti di qualcosa di grave per il quale toccherà fare un mutuo.

La colichetta annuale, i denti che hanno bisogno dell'intervento del dentista, gli spray anti mosche d'estate, le copertine da comperare nuove ogni inverno, tutto si accumula per aggredire il mio conto corrente, lasciandomi spesso con le spalle al muro di fronte alla mia dipendenza da cavalli.

Poi ci sono le cose da sfizio, irrinunciabili, come i pantaloni da equitazione nuovi, la sella più adatta, il nuovo paio di stivali da equitazione, il workshop etologico e via dicendo. Non stanno scherzando quando dicono che l'equitazione è tra gli sport più costosi al mondo. Non solo sottraggono tempo da un lavoro retribuito, o ti impediscono di averne uno, ma fanno uscire dal portafoglio assai più soldi di quanto sia possibile preventivare.

Naturalmente, i cavalli mi rovinano la vita, impedendomi di mettere da parte alcun risparmio. In poche parole, ho un lavoro a tempo pieno per mantenerli e un lavoro part-time, non retribuito, per accudirli e lavorarli, che assorbe gran parte delle mie risorse.

I miei rapporti affettivi rischiano di risentirne. Gli amici passano in secondo piano, gli amori anche. Eppure, mi sento in colpa se dedico meno tempo ai cavalli per recuperare il tempo da dedicare agli affetti umani, mentre dentro, la voce dell'io, preme per le responsabilità da adulto, ovvero quelle di dedicare più tempo a lavoro e famiglia e meno ai cavalli.

Se qualcosa ti sta rovinando la vita, di solito ti sforzi di cambiarlo, invece quando si ha una dipendenza dai cavalli, i piani futuri sono tutti peggiorativi: più cavalli, una scuderia in proprio, un fidanzato del settore, etc...

Il fidanzato che ho ora, ovviamente, passa tutto il tempo a rimproverarmi per la mia passione, perché mi distrae dalle cose "serie". Ma non ho intenzione di cambiare. Alla fine, tutto ciò che mi fa sorridere e mi dà la forza per andare avanti, sopportando ogni difficoltà, ogni malattia, ogni delusione, sono loro, i cavalli.

Il solo pensiero di privarmene mi renderebbe la vita deprimente. Ho avuto cavalli da quando avevo 6 anni, con il primo pony, e i cavalli sono la mia identità e costante di percorso di vita. Sono l'unica cosa per cui vivo, lavoro, trovo la forza di andare avanti. Non riuscirei a rinunciarvi, per quanto sono consapevole che i cavalli, adeguatamente curati, e non li terrei mai sotto tono, richiedono tanto in cambio di quello che danno. 

Per alcuni mi rovinano la vita, secondo me la illuminano. Non importa quali sacrifici dovrò fare per continuare a mantenerli, solo l'unica cosa di cui mi importa veramente. 

Grazie Horse Angels per dare loro voce, perché per me sono come figli e rinuncerei a qualsiasi bene materiale personale, pur di saperli sicuri e in benessere.

Lucia

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