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Come scegliere la prima imboccatura per puledri in educazione

La prima imboccatura per puledri da educare agli impieghi equestri/ippici dovrebbe essere dolce e confortevole.

La scelta sul mercato è ampia, quante sono le discipline, l'abilità dei cavalieri, il livello di controllo che vogliono imporre. Ci sono anche persone del tutto contrarie all'utilizzo di imboccature e, nel caso, c'è anche un ampia scelta di testiere "biteless and brideless", per montare a cavallo senza nulla in bocca all'animale. 

Quest'ultima è una scelta che parte da posizioni filosofiche di "non nuocere". Ma è saggio considerare, tra coloro che optano per nulla in bocca, che anche le migliori intenzioni di tenere il proprio cavallo per sempre, possono crollare di fronte alle circostanze di vita, e che allenare ogni tanto il cavallo anche con un filetto snodato ad oliva, l'imboccatura più semplice e meno coercitiva, può aiutare il cavallo nel ricollocamento qualora dovesse rendersi necessario.

Come scegliere l'imboccatura adatta

Quando si educano i puledri, occorre prendere in considerazione che inizialmente potrebbero rifiutare l'imboccatura, considerandola fastidiosa. Quindi è saggio partire da una imboccatura la più leggera e confortevole possibile. Dunque, un filetto non troppo sottile, snodato al centro e con anelli piccoli ai lati che collegano l'imboccatura alla testiera, dovrebbe essere la scelta migliore e più sicura, a meno che non si opti per un "ciuccio" in gomma, giusto per abituare il cavallo ad avere qualcosa in bocca con cui giocare. Altri usano imboccature in gomma con anima in ferro. Attenzione però, se del caso, a buttare "il ciuccio", o il rivestimento in gomma, se c'è un principio di masticazione. 

Molte persone, mettono del miele sulla prima imboccatura, per abituare il puledro ad accettarla. 

Assicurarsi che l'imboccatura sia della misura giusta per il proprio cavallo, pulita, non rugginosa. E non lasciare il cavallo da solo, incustodito, con l'imboccatura. Potrebbe strofinare la testa sulla recinzione per liberarsi del morso, e rimanere impigliato da qualche parte con gli anelli laterali.

Prima di usare imboccature, assicurarsi di aver fatto visitare il cavallo da un dentista per equini. Ci potrebbero essere infatti ancora denti da puledro ballerini, piuttosto che punte da livellare, che necessitano di un intervento del dentista per evitare che l'imboccatura possa nuocere.

Il processo di educazione

Questo dovrebbe cominciare presto per quanto riguarda la gestione a terra, ed essere tardivo (al compimento dello sviluppo del cavallo) per quanto riguarda la messa a sella. Lo sviluppo può variare da razza a razza ma, generalmente parlando, non si dovrebbe cominciare la messa a sella prima dei 4 anni, perché i puledri non hanno le giunture chiuse fino al termine dello sviluppo, quindi un indirizzamento troppo precoce all'allenamento intensivo a sella rischia di comportare seri problemi alle articolazioni. 

L'educazione andrebbe poi fatta da personale specializzato o, in ogni caso, da persone di cavalli esperte e aggiornate ai metodi progressisti di educazione. Eh già, non più doma, che sottintende già nei termini una imposizione coercitiva che "spezza" la volontà del cavallo. Questa è una cosa da antico regime, ampiamente superata oggi giorno con i metodi di educazione non violenta, basati invece sulla persuasione a collaborare volontariamente grazie alla fiducia che si innesca con una buona relazione di partecipazione ad attività stimolanti, che per i puledri sono improntate al gioco educativo.

Scegliere dunque attentamente a cui affidare il proprio puledro, e cercare di essere partecipi, almeno visivamente, a ogni sessione di lavoro, per evitare che il cavallo "sia rotto" (un tempo la doma veniva definita anche così, almeno in inglese), contrapponendo a tale "rottura" il termine "edificazione", ovvero costruire qualcosa in più rispetto all'originale, tirare fuori l'anima naturalmente collaborativa e generosa del cavallo, allevandolo con amore per il suo migliore equilibrio nella coesistenza con l'essere umano, processo che non può discendere dal rompere, ovvero distruggere, ma dal costruire insieme. 

Verificare dunque i titoli dell'educatore, i master, workshop, seminari cui ha partecipato, appurando la sua partecipazione al conseguimento di certificati di apprendimento sulla doma dolce, etologica, naturale, etica, non coercitiva, non violenta e via dicendo, ricordandosi che la serenità ed equilibrio dei cavalli dell'educatore sono il miglior biglietto da visita. 

Sono pochi gli enti in Italia che rilasciano tali certificazioni, quindi dubbi non dovrebbero essercene. 

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