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Le botticelle

Le botticelle

AL BIVIO TRA ABOLIZIONE E REGOLAMENTAZIONE

Con carrozza si intende genericamente quel mezzo di trasporto a trazione equina, destinato esclusivamente al trasporto di persone, più diffuso fino alla fine del XIX secolo, ovvero fino all'avvento delle automobili. La sua controparte destinata al trasporto di merci era il carro. Le carrozze erano di tipologia diversa a seconda dell'impiego a cui erano adibite. Tra le varie denominazioni specifiche esisteva ad esempio la berlina chiusa con funzione di rappresentanza, il coupé anch'esso chiuso ma a soli due posti, il calesse aperto per la bella stagione, il landau, dotato di capote o il più lussuoso phaeton, paragonabili alle odierne vetture cabriolet e varie altre versioni. Esse venivano trainate da solitamente da uno o più cavalli, a seconda della tipologia del mezzo e del suo impiego. Il conducente, detto cocchiere, era sistemato in posizione avanzata o sul retro della carrozza su un alloggiamento rialzato al di fuori dell'abitacolo destinato ad ospitare i passeggeri, solitamente in configurazione vis-à-vis. Sulle carrozze vennero per prime sperimentate e utilizzate le tecnologie che ritroviamo sulle moderne auto, quali le sospensioni a balestra per migliorare il comfort di marcia dei passeggeri. Cenni storici La storia della carrozza si perde nei secoli, già le popolazioni preistoriche e in seguito la civiltà romana utilizzavano carri a trazione animale. L'utilizzo si protrasse anche nel medioevo, seppur in minor misura. Un primo esemplare di carrozza chiusa venne progettato e realizzato nel XII secolo per le nozze di Galeazzo Visconti e di Beatrice d'Este. Da quel momento l'utilizzo della carrozza si diffuse ma restò appannaggio delle sole famiglie nobili; a tal proposito documenti dell'epoca sembrerebbero testimoniare che Galeazzo Maria Sforza ne possedesse addirittura una dozzina. Fino alla metà del XV secolo andò di moda la veronese, ossia una carretta chiusa con un'unica cassa appoggiata sull'asse. Proprio nel Quattrocento dall'Ungheria si diffuse un modello innovativo che prevedeva la sacca sospesa all'asse tramite cinghie e catene; questo modello prese la denominazione di cocchio proprio dal nome della località ungherese di Kocs in cui nacque. Nel Cinquecento si sperimentarono…
Chi desidera regolamentare pone la necessità di portare la cultura equestre laddove serve, come base per la tutela dei cavalli L’ abolizione della circolazione di carrozzelle di cavalli, tout court, pare impossibile, visto che un privato può avere la carrozza anche per uso personale, per uso periodico (vedi matrimoni), per sfilate e manifestazioni storiche. Ovviamente, la possiblità che una carrozza di cavalli possa circolare, tanto più se si tratta di un'attività destinata a terzi (trasporto pubblico), richiede che la regolamentazione di tale attività sia volta a tutelare al massimo la sicurezza di tutti i soggetti coinvolti.  In un incidente si può fare male chi è trasportato, ci possono essere danni a cose e persone esterni alla carrozza, si possono fare male i cavalli. Di qui la necessità di una regolamentazione, almeno a livello locale, che deve essere stilata necessariamente dai comuni attraverso un Regolamento Comunale.  Sarebbe auspicabile che tale Regolamento potesse essere inserito in una  “legge quadro” nazionale che stabilissse i parametri da soddisfare per un’ adeguata tutela di tutti: persone, animali, cose. Parametri indispensabili affinché un regolamento locale, o legge quadro nazionale, non dimentichi che vanno tutelati tutti i soggetti coinvolti. Fornire indicazioni sugli equidi da utilizzare Fornire indicazioni sui mezzi da utilizzare (carrozze) Fornire indicazioni sui ricoveri per gli equidi impiegati (ubicazione e struttura) Fornire indicazioni sullo status, sulle credenziali, sulle autorizzazioni e sul percorso formativo dei conducenti Fornire indicazioni sui percorsi che i mezzi a trazione animale dovranno seguire e sulle loro caratteristiche minime per l’approvazione Fornire indicazioni sulle condizioni ambientali nelle quali il servizio dovrà essere espletato Indicare i parametri di benessere per gli equidi impiegati (stabulazione, alimentazione, impiego, cure di scuderia, cure veterinarie, ferrature, cura…
Sono le continue ingiustizie, cui contribuiscono istituizioni letargiche, che provocano la radicalizzazione. Prova ne è: a) il ritardo a regolamentare l'impiego di carrozzelle in molti comuni, b) l'impossibilità d'ottenere il rispetto dei regolamenti in essere in altri comuni (visto che le autorità preposte non controllano che ci sia effettivo rispetto del regolamento comunale e non sanzionano come dovrebbero per le violazioni allo stesso), c) il mancato riconoscimento che vi sono aree (ad esempio ad intenso traffico cittadino di veicoli) dove le carrozze non possono stare per la sicurezza di tutti e per rispetto del benessere dei cavalli, d) il mancato rispetto del volere dei cittadini espresso, ad esempio, attraverso le petizioni o il sostegno a campagne elettorali abolizioniste. Le Botticelle Romane sono un chiaro esempio che quando è troppo è troppo, dove regolamentare pare impossibile, la politica tradisce, le petizioni non ottengono l'effetto desiderato e le carrozzelle continuano a circolare a detrimento di ogni norma di buon senso, dove non dovrebbero, per giunta in violazione di regolamento e con cavalli inadatti al peso trainato. La base di ogni concetto di educazione alla responsabilità è che chi sbaglia paga. Di conseguenza, per non violare il principio di giustizia, occorre che le autorità tengano conto del volere popolare e aboliscano del tutto le botticelle romane, magari con un processo graduale in cui inizialmente sono trasferite a Villa Borghese, visto anche l'ingente investimento pubblico fatto dal comune affinché ciò fosse possibile.

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