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Bandire chiudibocca, capezzine strette, finimenti di conduzione coercitivi dall'equitazione

Chiudibocca, capezzine censuranti, imboccature che sembrano uscite dal negozio di articoli sadomaso, finimenti da film degli orrori, tutto questo costituisce un sistema di conduzione dei cavalli troppo restrittivo per l'opinione pubblica attuale amante degli animali.

Vorremmo vedere un'equitazione diversa.

Più severo il controllo adoperato dal cavaliere, maggiore lo stress da contatto o da coercizione, minore l'impressione che al cavallo piaccia quanto sta eseguendo per accontentare chi gli eroga degli ordini.

Dov'è l'amicizia, la collaborazione, la volontarietà?

Maggiore il rinforzo, minore l'appeal dell'equitazione sul pubblico generico.

I cavalli non dovrebbero soffrire in nome dello sport, perché non scelgono loro di diventare agonisti, ci sono costretti.

Chiediamo che i rinforzi sadici siano aboliti da ogni competizione equestre, che ci siano limiti da regolamento di giustizia sportiva e morale attualizzati all'oggi, perché ciò che è in vigore è obsoleto rispetto alle esigenze del pubblico, e il pubblico ha sempre ragione, come il cliente.

Chiediamo espressamente limiti a quanto può essere usato da atleti umani per piegare la volontà degli atleti cavalli

Anche perché se tali sistemi sono permessi in gara, cosa può succedere in allenamento?

Esistono regolamenti di tutela del cavallo durante l'allenamento?

Lì può succedere di tutto? Lontano dalle telecamere, lontano dal cuore, lontano dalla tutela?

Chiediamo alla FEI regolamenti stringenti riguardanti l'uso di costrizioni, coercizione, forza e violenza nell'impiego del cavallo a 360 gradi, includendovi l'allenamento.

Ci sono oramai studi internazionali, scientifici, che dicono che chi usa violenza sugli animali è persona che può usare violenza anche su esseri umani.

Cosa aspetta la FEI a bandire ogni forma di violenza sui cavalli?

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