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Lunedì, 04 Marzo 2019 18:23

La tutela dei sentimenti del pubblico nell'ippica

Scritto da Giordana Marcolini
L'incidente al cavallo L'incidente al cavallo

Alla cortese attenzione Dott.ssa Saltamartini Silvia 

Responsabile coordinamento Task Force 

e p.c  Direttore Dott. Stefano Bovio
Ippodromo Sant’Artemio -Treviso

2 marzo 2019, Ippodromo Sant’Artemio , 4° corsa PREMIO CASTELFRANCO : mt 3500 steeple, E 11. 000 .

Il binomio sbaglia un salto … il cavallo Roman e il suo fantino J. Kratochvil cadono. L’incidente è di quelli che ti ammutoliscono, nel silenzio senti i lamenti dell’uomo e nello stomaco percepisci il dolore del cavallo a terra. L’ambulanza arriva subito e così i veterinari. La lesione di Roman è grave, irreversibile … l’eutanasia diventa un atto assolutamente necessario.

Gli incidenti nell’ esercizio delle attività sportive ed in particolare in quelle che vedono coinvolti uomini e cavalli, sono sempre difficili da raccontare e ancor più difficile è farsene una ragione, perché il primo istintivo pensiero è: “Ne valeva veramente la pena, in fondo il cavallo non ha scelto di partecipare?”Questa è una domanda che non ha risposta e che porta ad imboccare una strada chiusa, spingendo il confronto in un cul de sac. Passa qualche giorno, un po' di likes e condivisioni sui social e la polemica si stabilizza, ognuno rimane a coltivare la propria inadeguatezza. Il fatto si dimentica e viene archiviato ma il cerchio non si chiude, rimane lì, latente, come una malattia cronica pronta a recidivare.

Ora, vorrei guardare la cosa da un’altra prospettiva, dando rilevanza all’opportunità di iniziare una relazione nuova con noi “pubblico”, con noi “solamente appassionati”, con noi che andiamo alle corse  “per vedere i cavalli arrivare al traguardo “, con noi “opinione pubblica che non viviamo le corse alla stregua di un video games, dove i caduti sono  finzione”, ma che rappresentiamo una parte importante , una chiave d’accensione per il motore di qualsiasi barca voglia traghettare l’ippica nel futuro.    

Dalla parte dei cavalli certo e sempre ma oggi, più che mai, dobbiamo impegnarci a dire “anche dalla parte del pubblico che ama e che potrebbe amare i cavalli “!

Ritornando al fatto in questione, non è con considerazioni o giudizi di pancia che vi chiedo attenzione (per queste fa fede il libero arbitrio di ciascuno) ma è con le domande che l’opinione pubblica “si fa” che mi rivolgo a voi. 

Come e cosa è successo? Analisi della corsa (svolgimento e tattica), garanzia sulle condizioni fisiche, grado di allenamento, esperienza del binomio cavallo-fantino, incidenti pregressi attribuibili alla stessa scuderia, garanzia sulle condizioni della pista (tracciato ed ostacoli), garanzia di accertamenti antidoping … Sono tutte notizie che meritano giusto spazio e comunicazione, alla pari di quello che quotidianamente avviene per qualsiasi altro sport, dal calcio alla ginnastica. 

Non basta un frettoloso comunicato o due lettere dell’alfabeto sull’ordine di arrivo (cd), come finora spesso accaduto. Non basta più, perché chi ci guarda è cresciuto in consapevolezza e spesso anche in competenza tecnica. Inoltre, trattandosi di manifestazioni autorizzate, disciplinate e pubbliche, il silenzio non sempre viene percepito come riserbo. E soprattutto se il “nostro sistema ippico” appare, agli occhi dei più, alquanto traballante e grigio nella tutela del benessere e della salute dei cavalli.

È un sistema che deve recuperare credibilità e al pari di ogni altra attività, in ogni parte del mondo, deve mostrarsi eticamente sostenibile nell’offerta del proprio prodotto: le corse. Ma non lo può fare solo con le giostrine, i pony che portano in giro i bambini o con gli eventi charity. E’ un percorso fatto di verità e di responsabilità nei confronti di ogni parola, silenzio o azione.

I cavalli non scompariranno mai dal cuore e dalle attività degli uomini …  sopravviveranno, così come sono già sopravvissuti a tante avversità e cambiamenti sociali .

Lo faranno anche a prescindere dagli ippodromi. Avverrà lo stesso per quest’ultimi? Sicuramente sì … di fatto resteranno aree ed immobili, finanziariamente appetibili per centri commerciali, residence, stadi o opere di più pubblica utilità. Se ne staranno lì, magari per anni, a costo e impegno zero, in attesa del miglior piano di riconversione edilizia, vuoti ed abbandonati … dal respiro dei cavalli. 

Forse vale la pena di rammentarlo a tutti noi… ogni tanto.

Cordialmente dott.ssa Giordana Marcolini  

Imprenditori Ippici Italiani

Commissione Tutela Salute e Benessere del Cavallo

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