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Associazione Nazionale per la Tutela degli Equini

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Impariamo a denunciare 

Una denuncia può essere effettuata da chiunque e consiste a in un'esposizione di fatti di cui si è stati testimoni.

Perché vi sia il reato di maltrattamento devono esserci condizioni oggettive di forte disagio, dimostrabili. Leggete questa guida preliminare alla gestione correta di un equide, rilasciata dal Ministero per la Sanità Animale, e che potete utilizzare come "arma" di sensibilizzazione per significare alle autorità che di maltrattamento si tratta perché la gestione è molto discostante da quella suggerita dalla Sanità Animale.

Dove fare la denuncia? Pressso la cancelleria della Procura, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale, Polizia Provinciale si potrà trovare una valida assistenza alla compilazione.

E' fondamentale sapere che tali uffici sono tenuti OBBLIGATORIAMENTE sia a ricevere la denuncia, sia a disporre subito gli opportuni accertamenti. Non è vero che un reato su animali sia di competenza solo delle guardie zoofile (lo dice la Cassazione: tutti gli organi di P.G. sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Cass. pen. sez. III - Pres. Gambino - Est. Postiglione - n.1872 del 27/9/91). Potete segnalare uno dei casi illeciti previsti dall'art.727 (o da altri articolo del C. Penale), richiedendo un intervento per accertare il reato e impedire che questi sia portato a ulteriori conseguenze (ai sensi dell'art. 55 del C. Penale).

I reati relativi al maltrattamento e all' abbandono di animali sono reati perseguibili d'ufficio: l'autorità competente, una volta venuta a conoscenza del fatto (tramite denuncia o relazione) ha il dovere di indagare anche in assenza di altro impulso da parte di terzi eventualmente offesi.

Per denunciare reati di questo tipo, ci si può rivolgere indifferentemente a Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato e delle regioni a Statuto speciale, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Guardia-parco, Guardie particolari giurate. Anche i veterinari delle Aziende USL e degli uffici del Ministero della Sanità svolgono questa funzione. Certo, esiste anche una sorta di "specializzazione" dei vari organi di polizia, da considerare in senso non troppo stretto, secondo cui se dovete denunciare:

Qualunque ipotesi di maltrattamento degli animali: Veterinari Azienda USL competente per territorio

Abbandoni e maltrattamenti su animali domestici: Polizia Municipale

Mostre con animali: Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri Carabinieri Sanità NAS, Corpo Forestale;

Sperimentazione sugli animali: Carabinieri Sanità NAS; Uffici Veterinari Adempimenti CEE

Allevamenti: Carabinieri Sanità NAS e Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri;

Trasporti di animali: Carabinieri Sanità NAS, Corpo Forestale, Polizia Stradale; Uffici Veterinari Adempimenti CEE, Posti d'Ispezione Frontaliera del Ministero della Sanità;

Caccia, animali selvatici ed esotici: Corpo Forestale, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, Guardia-parco.

In cosa consiste la denuncia?

E' una esposizione di fatti concreti (non valutazioni o impressioni) che si sottopone agli organi competenti per segnalare un reato e chiedere un intervento. La denuncia può essere di vario tipo:

Immediata e orale (di persona o per telefono) per illeciti in corso, con richiesta di intervento onde impedire il protarsi della situazione di illecito.

Scritta, in carta e forma libera (non servono carta da bollo, o moduli predefiniti) per casi di minore immediatezza, da presentarsi presso:

a) l'ufficio di qualunque organo di Polizia Giudiziaria (P.G.)

b) direttamente presso la Pretura Circondariale del luogo (meglio se di persona). Nel caso di denuncia contro un reato di "Omissione d'atti d'ufficio", potete anche rivolgervi direttamente alla Procura.

Non usate raccomandate o fax. Inoltre la vostra denuncia va redatta su carta semplice e riprodotta in due copie: la 2° servirà per farsi attestare l'avvenuta presentazione.

Dopo aver presentato la denuncia sarebbe meglio non limitarsi ad attenderne gli esiti (non esiste obbligo di avvisare il denunciante dell'evolversi della procedura): chiedete esplicitamente, in base all'art. 408 c.p.p., di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione della denuncia. Dopo un relativo lasso di tempo potrebbe così arrivarvi l'avviso che il caso è stato archiviato e voi potreste subito fare opposizione - entro 10 giorni dal ricevimento di tale avviso, come previsto dalla legge. In caso di archiviazione della denuncia presso il Procuratore della Repubblica, chiedete copia del provvedimento di archiviazione per valutare i motivi della stessa.

Nel caso in cui invece la denuncia si evolva in un procedimento penale, è consigliabile per le associazioni costituirsi subito parte civile, per avere diritto a seguire le fasi antecedenti e inerenti al processo.

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Fac-simile di denuncia 

Per tutti i reati a danno di animali previsti dalla legge 189/2004:

Ill. mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di .......

e p.c. Al Comando Stazione carabinieri di ..........

- Oppure al Commissariato della Polizia di Stato di..........Oppure al Comando della Stazione Forestale di...............Oppure al Comando della Guardia di Finanza di..............Oppure al Comando di Polizia Municipale di ........Oppure al Comando di Polizia Provinciale di ................(se si consegna direttamente all' Organo di Polizia, va indicato solo quello prescelto).

La/Il sottoscritta/o......(generalità complete:dati personali, domicilio e recapito telefonico) espone quanto segue:

In data.....,verso le ore....., in località ..........., del Comune di...... ha notato che (esposizione chiara, corretta, oggettiva e dettagliata dei fatti a cui si è assistito), (includere ogni riferimento utile a per la identificazione dei responsabili e, nel caso di ignoti, specificare la descrizione somatica, dell'abbigliamento, di veicoli e targhe,....) , (fornire ogni elemento utile a descrivere nel dettaglio le modalità di azione della condotta criminosa, per es. "faceva uso di una spranga di metallo...", o " deteneva l'animale in una gabbia insufficiente a permettergli di assumere la posizione eretta...", o "il luogo di detenzione dell'animale era privo di riparo e/o non aveva possibilità di accesso all'acqua e/o al cibo... " o " l'animale aveva un collare metallico talmente stretto da essere entrato nella carne dello stesso e tanto da farlo sanguinare ad ogni movimento..." o " trasportava gli animali facendo uso di un veicolo non idoneo in quanto privo di aerazione..") .

Trattasi di possibile ipotesi di reato che ha provocato all'animale/sta continuando a provocare all'animale grave strazio e sofferenza.

Tale fatto integra, ad avviso dello/a scrivente, il reato di cui all' art. ___ C.P. (citare il numero esatto dell' articolo oppure ometterlo e scrivere soltanto la fattispecie),

o di altro reato che la S.V. ritenesse di ravvisare nei fatti sopra descritti e/o a seguito di indagini.

In questo contesto si indirizza il presente atto alla S.V. confidando che i responsabili possano essere perseguiti penalmente (eventualmente aggiungere, se i fatti sono ancora in atto, "si avanza cortese istanza affinché gli organi in indirizzo si attivino, quanto prima, per impedire che il reato sopra descritto, possa essere portato ad ulteriori conseguenze").

Nel caso di reati perseguibili a querela di parte, aggiungere e specificare:

Allorchè fosse necessario ai fini della procedibilità, il presente atto è da intendersi atto di querela contro coloro che risulteranno responsabili dei fatti reato, per i quali si chiede espressamente la punizione penale ai sensi di legge.

Ai sensi degli artt 406 e 408 c.p.p. si chiede di essere informati presso il seguente domicilio..... / alla seguente utenza telefonica....su eventuali richieste di proroghe delle indagini preliminari o eventuali richieste di archiviazione.

Si indicano quali persone informate sui fatti sopra descritti i sigg. ri:

- Sig. ........ nato a... , il..., residente a ...in Via..., telefono.....

- ...

Si allegano i seguenti (se presenti) documenti:

referti del veterinario

foto

riprese video

catene, trappole o strumenti simili

tracce di veleno (per le quali si richiede alla S.V. di disporre specifica analisi)

altro...

Si ringrazia.

LUOGO, DATA, FIRMA (da apporre nel luogo e nel momento di deposito dell'atto)

Rifiuto da parte di pubblici ufficiali di tenere conto della denuncia

Se il pubblico ufficiale, od il dipendente incaricato, si rifiuta di compiere l'atto dovuto (per es., accettare la denuncia che un cittadino vorrebbe presentare a carico di qualcuno che ha maltrattato, abbandonato, ucciso un animale; oppure NON vuole intervenire di fronte alla segnalazione di un maltrattamento o uccisione), il tutto non rispondendo poi entro 30 gg. dalla data di richiesta per motivare in modo concreto le ragioni di tale ritardo o rifiuto, è colpevolie di un reato previsto dal Codice penale, reato che prevede la reclusione sino a 2 anni, o la multa sino a 1.000 euro, oltre a sanzioni disciplinari: Art. 328 del C.P.: Omissione o rifiuto di atti d'ufficio
Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa. (Cassazione  penale,  sezione  VI,  sentenza  del 3  luglio  2008, n. 27044)
Il termine "rifiuto" indica quindi la volontà di non compiere l’atto legalmente richiesto e implica pertanto una previa richiesta di adempimento. Il reato sussite, cioè, quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, di fronte alla richiesta di compiere un atto del suo ufficio (insomma, il suo lavoro!), non si attiva e risponde nel termine di legge per esporre le ragioni del consapevole rifiuto.

L’autorità giudiziaria competente è il Tribunale in composizione collegiale (art. 33-bis c.p.p.) e si tratta di un reato perseguibile d’ufficio (art. 50 c.p.p.). Arresto e fermo non sono consentiti, ma previo interrogatorio può essere disposta come misura cautelativa la sospensione dal servizio (ex art. 289, comma secondo, c.p.p.). La sentenza di condanna per il reato in oggetto comporta essa stessa un'interdizione temporanea dai pubblici uffici.

(*) La Corte di Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Sentenza n. 1872 del 27 settembre 1991, 3° Sez. Penale).

COSA FARE?

In caso di comunicazioni che avvengono per via telefonica, è consigliabile registrare la comunicazione tra te e gli impiegati/ufficiali pubblici in questione. Segna in tutti i casi giorno e ora del rifiuto a intervenire e con tali dati recati personalmente presso qualsiasi ufficio di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Segreteria di Procura etc.) per sporgere regolare denuncia per mancato servizio pubblico o pubblica necessità.
ATTENZIONE
Non rivolgerti al personale della sezione di polizia giudiziaria a cui appartiene il pubblico ufficiale da denunciare, ma piuttosto a qualcuno di una sezione appartenente ad altra Forza dell'ordine: per es., se devi denunciare un carabiniere, recati presso una sede della Polizia di Stato o della Guardia di Finanza. E non dimenticare che, per questo tipo di reato, puoi anche rivolgerti direttamente alla Procura della tua città o provincia.


Esempio illustrativo di richiesta d'accesso/diffida penale

AL   RESPONSABILE  DEL  SERVIZIO... DEL   COMUNE  DI...

Il  sottoscritto..., 
nato il ... , a... e residente in... via... n°...

Premesso che

1.  In data... racc.n... (o protocollo n... del... ) ha presentato a questo ente domanda avente ad oggetto...;
2. a distanza di... mesi  non  ha  avuto nessuna risposta scritta in relazione alla suddetta richiesta;
tanto premesso e riportato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 328 del codice penale, così come modificato dall’art. 16 della legge 16 aprile 1990, n. 86

diffida

il responsabile del procedimento del competente servizio a compiere l’atto del suo ufficio, o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente richiesta, con l’espresso avvertimento che, in difetto, sarà presentato un esposto alla competente autorità giudiziaria

(Luogo e data)
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