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Articoli filtrati per data: Mercoledì, 06 Marzo 2019

E’ caduto a terra fratturandosi l’arto anteriore ed è stato in seguito abbattuto per l’impossibilità di essere curato. Come riporta il Corriere dell’Umbria è morto così Coral Dream, cavallo anglo arabo di otto anni di proprietà del fantino di Narni Alessandro Scoccione. L’incidente è avvenuto ad Arezzo, durante le prove libere dell'”Anello d’Oro”, cui il fantino non era nemmeno iscritto. La corsa, organizzata dall’Arezzo International Horse è stata annullata a seguito dell’incidente.

Troppe morti bianche nel mondo degli impieghi agonistici del cavallo, incidenti che bisogna e occorre prevenire tramite maggiori controlli all'idoneità dei cavalli all'agonismo.

Mentre per gli umani che vogliono fare agonismo è necessaria una certificazione annuale di idoneità, i cavalli vengono considerati esseri di serie B, per i quali certa prevenzione non vale la pena.

Ovviamente, se fosse necessaria una visita annuale approfondita di idoneità, molti atleti cavalli sarebbero scartati preventivamente dall'impiego agonistico, e ciò evidentemente lederebbe il business, che si basa sul trattamento del cavallo quale mezzo, che se si rompe viene rimpiazzato, senza pietà.

Tutto ciò a nostro avviso andrebbe cambiato, per una maggiore dignità nell'impiego del cavallo a scopo agonistico.

Mercoledì, 06 Marzo 2019 09:00

FISE, radiaci l'Oberti definitivamente, grazie

Dalmine, estorsioni e incendi ai vicini per ampliare il maneggio di famiglia, si legge sulla cronaca lombarda

Da ciò l'arresto di Giovanni Oberti, 37 enne di Osio Sotto, gestore, insieme alla famiglia, del maneggio La Pinosa.

L’uomo è accusato di tentate estorsioni continuate, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma comune da sparo (una calibro 357), incendi dolosi ad abitazioni, aziende e autovetture, atti persecutori e anche tentato omicidio per convincere i vicini a lasciargli i terreni limitrofi per ampliare il maneggio.

Non basta,  nell’ordinanza del Gip si parlerebbe anche del tentativo dell’uomo di costringere la madre di una ragazza minorenne, che aveva avuto un breve legame sentimentale con lui, di ritirare la denuncia, arrivando anche in questo caso alle minacce di morte: l'uomo avrebbe esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della donna, colpendo l’auto parcheggiata ma anche le imposte della casa vicina. Oberti successivamente avrebbe anche incendiato la macchina della madre della ragazza e altri veicoli di persone con le quali aveva avuto conflittualità.

Il personaggio era già noto alla cronaca nera per l' accusa di aver bruciato vivo il cane di una passata fidanzata a San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, dove si trovava in trasferta per una gara di equitazione presso il prestigioso Riviera Horses. Del procedimento giudiziario non si è poi saputo nulla, forse perchè è stato impossibile risalire a una prova certa e inconfutabile di chi avesse arso vivo il jack russel di nome Gina.

Tranne che è poi apparsa la seguente notizia: “L’Ufficio Procura Antidoping ha disposto i seguenti provvedimenti: deferimento dell’atleta Giovanni Oberti (tesserato FISE) alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per violazione degli artt. 2.2. e 2.6. delle NSA nell’ambito del procedimento disciplinare aperto a seguito di segnalazione della FISE e degli accertamenti svolti in collaborazione con la Procura della Repubblica di Rimini con richiesta di squalifica per 2 anni e 3 mesi.

Dopo un periodo di sospensione, è stato reintegrato a tutti gli effetti come cavaliere. Forse la decisione non è stata saggia alla luce degli avvenimenti successivi.  

Speriamo che questa volta la Procura Federale della FISE ravveda più di un comportamento che lede al codice etico di istruttori e cavalieri e si decida a una punizione esemplare: la radiazione definitiva è ciò che Horse Angels ha chiesto espressamente per iscritto alla Procura Federale della FISE per questo personaggio.

Link alla cronaca sull'arresto

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