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Silvia Barbaro

Silvia Barbaro è Avvocato penalista del Foro di Palermo, si occupa di sociale, di tutelare i diritti dei più deboli in quartieri poveri della città di Palermo, prestando assistenza gratuita presso onlus sita nel quartiere Zen e Brancaccio. L'avvocato Silvia Barbaro è  appassionata di diritti degli animali, in particolare dei cavalli, e ha un passato di amazzone di successo. Fa parte del team di Horse Lawyers di Horse Angels.

Cari lettori, insieme alla responsabile legale della HORSE ANGELS ONLUS, Sig.ra Roberta Ravello, abbiamo deciso di utilizzare, ogni causa giudiziaria, che ci veda coinvolti a tutela dei diritti dei Nostri amati cavalli, come “un’opportunità di discussione ed approfondimento di talune importanti tematiche ad essi collegate.
 
Oggi ci preme evidenziare la marcata differenza che sussiste tra la nozione civilistica del cavallo come “bene mobile” e quella penalistica del cavallo come “animale” oggetto di tutela autonoma. 

 “ANIMALI DA OGGETTO A SOGGETTO DI DIRITTO”

In Italia, l’ordinamento civile considera gli animali come “beni mobili”, quindi, come “cose” oggetto di controversie e accordi di separazione. Non, dunque, creature che provano emozioni e affetto per i proprietari ma solo beni oggetto di proprietà!
In concreto, un cavallo o un divano per la legislazione civilistica hanno lo stesso ruolo!.
Il legislatore penale, di contro, spinto da volontà adeguatrice di matrice europeistica (con L. n. 189/2004 oggetto di modifiche ad opera della successiva L. 201/2010), ha iniziato quello che si spera essere un reale cambiamento della tutela animalista.
Lo stesso ha inteso proteggere gli animali avverso condotte lesive attuatenei loro confronti, atteso un sempre più accentuato riconoscimento di una SOGGETTIVITA’ dell’animale e della necessità di una sua tutela avverso violenze e soprusi.
Si è sostenuta la qualificazione dell’animale come “entità”, come “essere vivente”, con propri sentimenti, emozioni e non come un mero oggetto inanimato da qualificare come BENE, oggetto di proprietà privata.
Quest’ultimi iniziano, finalmente, ad essere tutelati quali ESSERI VIVENTI e non più come meri oggetti materiali, tutelati in virtù del solo pregiudizio alla proprietà privata (cosi’ come invece avviene in sede civile).
Ricordiamo ad esempio l’art. 544-ter c.p. che punisce chiunque si renda autore di “lesioni” o di “sevizie” a un animale.
Con riferimento a questo delitto, la Giurisprudenza ha chiarito che per integrare tale reato non occorrono lesioni fisiche o violenze corporali ma sono sufficienti sofferenze psicologichecausate all’animale, sottoposizione dello stesso a condotte brute e/o fatiche insopportabili. Come si vede, il legislatore ha inteso tutelare l’animale quale essere vivente in grado di percepire dolore, frustrazione, ansia e patimento interiore.
Dunque, ad oggi, al fine di un’imputazione penale è sufficiente lasciarlo soffrire (mancanza di cibo o cure) con coscienza e volontà!
 
Ciò chiarito, si auspica, ove fosse possibile, un intervento legislativo armonizzatore-concettualistico nonché di natura sostanziale della disciplina civilistica a quella penalistica ed sovranazionale.

Intervento sempre più urgente atteso che la questione de quo è sempre più centrale, non solo in ambito etico e non solo in Italia. 
Un esempio per tutti: l’art. 13 Trattato di Lisbona,norma primaria e direttamente applicabile agli Stati membri, tiene pienamente conto delle “esigenze in materia di benesseredegli animali in quanto esseri viventi SENZIENTI”, dotati di sensi e di sensibilità.

Un grande traguardo non solo legislativo!

Affermare, infatti che gli animali sono esseri senzienti, che provano cioè emozioni come noi umani, determina una modificazione profonda della loro tutela giuridica.
Se gli animali venissero inseriti nel codice civile come “esseri senzienti dotati di intrinseca sensibilità” cosa cambierebbe giuridicamente? Così come indicano le nuove proposte espresse da Animal Law e dal diritto Europeo.
 
PS. GLI ANIMALI NON SONO COSE”!!!

Avv. Silvia Barbaro

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