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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

Giovedì, 20 September 2018 18:06

Su Cremona, muore asino investito

Un asino è fuggito da un'azienda agricola di Pino D'adda e ha trovato putroppo la morte sulla strada di notte. Non era fuggito da solo. 

E' successo sull'arteria della pronvinciale 1 che collega il paese d'origine con Rivolta D'adda. 

Danni alla vettura ma illeso il suo conducente.

 

Martedì 19 settembre nella zona dell'Acquabona a Rosignano Marittimo, un binomio cavallo cavaliere è finito in un fossato. L'uomo si è alzato senza problemi, ma per il cavallo ci sono voluti i vigili del fuoco del distaccamento di Cecina che, insieme a personale veterinario, in un lavoro durato ore, sono riusciti a portare l'animale in salvo. 

É salita sulla copertura di un pozzo che ha ceduto con il suo peso ed è precipitata nel vuoto.

E' successo a una puledrona di 3 anni di un allevatore di Teti.

Teti salvataggio cavallo pozzo 3Fortunatamente i vigili del fuoco di Sorgono l'hanno recuperata con macchinari appositi. L'operazione, assai complessa, ha richiesto che la cavalla fosse sedata da un veterinario, poi è stata imbragata e sollevata. 

Le operazioni di recupero sono durate circa due ore. La cavalla non ha riportato ferite.

La sindrome del motoneurone è un'atrofia muscolare, ovvero una malattia neurovegetativa dei cavalli, simile alla sclerosi amiotrofica che colpisce in umana

Il termine medico tecnico utilizzato è EMND. Può colpire qualsiasi equide, incluso il pony.

Vi sono però maggiori riscontri tra gli equini che:

  • vivono in scuderie convenzionali con limitato o assente pascolo,
  • vivono in eccesso di scuderizzazione,
  • sono alimentati con grandi quantità di mangime pellettato e soggetti a diete fortemente concentrate.

Cosa succede al cavallo colpito?

Una severa atrofia dei muscoli posturali con danno ossidativo evidente.  Che significa? Se non si rallenta il decorso della malattia, il cavallo è sempre più incapace di sostenere la posizione quadrupedale. 

I cavalli con sindrome del motoneurone spostano costantemente il peso degli arti posteriori e sono riluttanti a mantenere una stessa posizione per un periodo prolungato.

Va da sé che la malattia rende il cavallo un disabile, impossibile da impiegare in equitazione. 

Segni clinici più evidenti:

  • brusco insorgere di tremori diffusi e un quasi costante trasferimento del peso da una gamba all'altra del treno posteriore
  • rilevante atrofia muscolare che interessa i quadricipiti, tricipiti e area dei glutei
  • stress ossidativo
  • perdita di volume dei muscoli del collo

Cura

La cura consiste nel ritardare il decorso della malattia per preservare al cavallo una dignità di vita, attraverso:

  • Gestione ambientale
  • Alimentazione corretta
  • Forti dosi di anti ossidanti, particolarmente la Vitamina E

In pratica, quello che si deve fare se il proprietario tiene al cavallo e al suo benessere, è andare a correggere tutti quegli elementi potenzialmente scatenanti. In altre parole, il cavallo ha bisogno anche di pascolo, ha bisogno che il sole irradi il suo mantello per la produzione naturale di vit. D, importante sia per le ossa sia per i muscoli. Siccome il cavallo affetto da sindrome del motoneurone soffre a mantenere la stessa posizione a lungo, il box è del tutto sbagliato e il cavallo necessita di un ricovero dalle intemperie, box o capannina, che dia libero accesso a un'area di sgambamento, in modo che possa camminare a lungo. Camminare gli permetterà di tenersi muscolato da solo, senza bisogno di fare "sport", che tanto non sarebbe più in grado di fare per la mancanza di equilibrio sottesa a questa patologia. L'alimentazione deve essere naturale, andando a correggere quell'eccesso di granaglie e concentrati che può essere una concausa all'insorgere della patologia. Infine, corretto l'ambiente in cui vive, corretta l'alimentazione, il cavallo dovrà prendere a vita integratori di Vitamina E, poiché questa patologia è anche un disturbo neurovegetativo da carenza di vitamina E. 

Tutti i cavalli che soffrono un'eccesso di scuderizzazione tendono ad essere lacunanti in vitamina E e l'assunzione della vitamina E chimica nei concentrati non è sempre la risposta biologica giusta per il sistema immunitario del cavallo, come dimostra questa patologia "avvisaglia" di gestione incauta e non nell'interesse del cavallo che colpisce in modo particolare i cavalli eccessivamente scuderizzati e sottoposti ad alimentazione sbagliata.

Esempio clinico: i purosangue inglesi che vivono solo in box, per uscire solo per correre in pista, e mangiano dosi grottesche di concentrati perché l'unico obiettivo è farli correre, non preservarli in salute fino a morte naturale, sono tra le razze più soggette a questa patologia.

Ogni sintomo è un messaggio, la teoria della malattia come specchio

Come spesso nelle malattie del cavallo, la causa va ricercata nell'essere umano e nella sua gestione, mentre la natura ha, per i cavalli, tutte le risposte di benessere che servono al proprietario realmente amorevole nei confronti del suo beniamino cavallo.

Capita che i cavalli presentino un’opacità diffusa della cornea, non è di buon auspicio, il cosiddetto “mal della luna”, chiamato così perché l'occhio diventa opaco e traslucido, può essere una patologia subdola

Il nome volgare cela anche il fatto che si tratti di un disturbo ricorrente, periodico, che sembra andare e venire, come i cicli lunari. 

Il termine medico che definisce questa problematica è oftalmia periodica o uveite ricorrente e si presenta inizialmente monolaterale (localizzata in un solo occhio) come una congiuntivite sierosa, con edema della congiuntiva e della cornea, forte lacrimazione, fotofobia (riluttanza a tenere gli occhi aperti alla luce del sole). Il cavallo si presenta giù di morale, può avere la febbre e un conseguente appetito ridotto.

Purtroppo la patologia, se non riconosciuta e trattata correttamente per tempo (e alle volte anche quando l'intervento è stato consono e solerte) tende a recidivare e ad aggravarsi nel tempo, potendo interessare entrambi gli occhi, con esiti che possono essere tanto severi quanto la cecità parziale o totale, da un'occhio e nel tempo da entrambi.

Questo succede se la cornea diventa sempre più opaca e spessa, con lesioni della retina.

Le cause

Le cause della patologia non sono ancora del tutto accertate ma alcuni credono che la malattia sia in relazione con la Leptospirosi, un'infezione trasmessa da urina animale o acqua che la contiene e che entra in contatto con abrasioni o tagli sulla pelle, occhi, bocca, altre mucose. Spesso a trasmettere l'infezione sono i roditori.

Altri suppongono che la malattia della luna sia collegata ad alcune forme di microfilaria che s’infiltrano nell’occhio e sono trasmesse dalle zanzare.

Altri ancora credono che la malattia sia dovuta a una scarsa igiene delle stalle.

Una volta che la malattia si manifesta, prima si ricorre al veterinario specialista in malattie oftalmiche dell'occhio del cavallo, meglio è per scongiurare il mal della luna insidioso, cioè quello ricorrente e peggiorativo negli anni. 

La cura

Innanzitutto il veterinario deve cercare di capire la causa, per questo sarebbe buona norma ricorrere immediatamente a uno specialista. Come in umana, se si ha un problema di vista non si va dal medico della mutua, se il cavallo ha un problema agli occhi, lo specialista è meglio del veterinario ippiatra generalista.

La diagnosi infatti richiede esami approfonditi con strumenti e tecniche che non tutti hanno. Prima di intraprendere una terapia con corticosteroidi è necessaria una diagnosi che escluda ulcere corneali. Solo una volta che è stata identificata la causa scatenante, sempre che sia possibile risalirvi, il trattamento mira ad isolare gli agenti scatenanti, quindi a rimuovere le cause. Solo un veterinario ippiatra che ha seguito molti casi di problemi agli occhi può avere la speranza di identificare correttamente la causa e improntare da subito la miglior cura relativa per sperare di debellare il problema. 

Lo scopo della terapia è preservare la vista del cavallo, riducendo e controllando l'infiammazione e scongiurando il danno permanente della vista.

Da ciò ne consegue che:

  • La tempestività,
  • la correttezza della diagnosi,
  • l'adeguatezza nella terapia,

sono le variabili fondamentali per rallentare o bloccare il decorso della malattia.

Mercoledì, 19 September 2018 17:35

La bolsaggine del cavallo, una malattia prevenibile

La bolsaggine è una patologia che colpisce il sistema cardiocircolatorio e respiratorio.

Se non curata con stratagemmi strutturali, di gestione, rischia di cronicizzarsi in un'enfisema polmonare che reca parecchi problemi.

La minore capacità respiratoria determina una più difficile circolazione sanguigna, affaticando il cuore e provocando insufficienze cardiache.

Le cause sono molteplici, i sintomi invece sono chiari e inconfondibili: il cavallo ha difficoltà nel respirare, soprattutto in fase espiratoria (guardandogli i fianchi si nota il "contraccolpo").

Non è una patologia mortale, si può tenere sotto controllo, ma a gradi elevati del problema corrisponde una perdita di capacità da parte del cavallo di essere atletico, e quindi impiegato nelle discipline equestri che prevedono sforzi intensivi. 

Prevenzione

La bolsaggine si sviluppa con gradualità e tende a colpire maggiormente quei cavalli la cui gestione è trascurata sotto due punti di vista: aereazione dell'ambiente in cui vive il cavallo, igiene degli alimenti che gli vengono somministrati.

Per prevenire lo svilupparsi della patologia del cavallo bolso è buona norma dunque:

  • assicurarsi che il fieno somministrato sia privo di muffe e polveri
  • assicurarsi il ricambio frequente di lettiera per i cavalli scuderizzati
  • assicurare una buona ventilazione alla scuderia, anche dal punto di vista delle finestre, della dimensione del box, dell'altezza dei soffitti, delle aperture o sbocchi sull'esterno per consentire un buon aereggiamento

Cura

Per prima cosa vanno rimossi gli agenti irritanti, riconoscendo gli eventuali problemi strutturali di gestione. Se il cavallo, infatti, è continuamente esposto agli irritanti, la malattia può progredire fino al punto in cui la funzionalità respiratoria dell’animale si compromette irrimediabilmente. A nulla vale il trattamento farmacologico se intanto il cavallo continua a vivere in una condizione avversa e viene alimentato scorrettamente con fieno vecchio, ammuffito e polveroso. 

wafer 3x6 modIl fieno wafer per cavalli bolsi

Il veterinario può improntare una terapia farmacologica periodica per alleviare i sintomi.

Esistono inoltre terapie non farmacologiche, non convenzionali, che possono alleviare il problema.

Ma non esiste una cura unica e certa. Una volta che l’equino ha sviluppato questo problema fisico, la cura più importante è quella di proteggerlo dalla polvere e dagli allergeni che possono esacerbare la sua condizione.

L'ideale dunque sarebbe la stabulazione libera, ovvero una stalla aperta su un recinto confinante, oppure una soluzione ancora più agreste, un recinto con capannina aperta solo su 3 lati, in modo che la ventilazione sia costante. 

Per quanto riguarda il fieno, lo si può scuotere con il forcone perché perda le polveri prima di somministrarlo; lo si può bagnare nell'acqua brevemente prima di servirlo, anche questa una tecnica per rimuovere eventuali polveri e muffe. Oppure si può comperare fieno apposito, garantito depolverizzato. A livelli elevati della problematica, esistono fieni in wafer depolverizzati che sono l'agglomerazione di essenze erbose valutate più consone per i cavalli bolsi, come fieni di montagna. 

Poiché il fieno ad hoc è più costoso, è irrazionale risparmiare nella gestione prima con fieno stantio, vecchio e ammuffito, per dover spendere il doppio poi con fieno wafer.

La prevenzione è sempre la strategia più razionale per chi tiene al proprio cavallo e lo vuole in forma per il tempo più lungo possibile, per invecchiare insieme al proprio cavallo dolcemente. 

Catania tra misteri e leggende - Sunday night il 26 agosto 2018

Catania, città in cui i cavalli hanno una tradizione secolare, presenta anche miti e leggende che li riguardano, compresa quella di un cavallo senza testa che funesterebbe i visitatori notturi di Via Crociferi. 

Questa leggenda è ambientata nella bellissima Via Crociferi; in questa via i numerosi nobili che vi abitavano nel 700, e che vi tenevano i loro notturni conciliaboli o per intrighi amorosi o per cospirazioni private, e quindi non volevano essere notati, e tanto meno riconosciuti, fecero spargere la voce che di notte vagasse un cavallo senza testa, e perciò nessuno vi si avventurava una volta calate le tenebre.

Secondo la leggenda, solo un giovane sfidò il fato. Scommise con gli amici che si sarebbe recato sul posto nel cuore della notte, e come prova avrebbe piantato un grosso chiodo sotto l'Arco delle monache Benedettine, che la tradizione vuole costruito in una sola notte nel 1704.

Del chiodo rimane ancora oggi traccia.

Sembra che, nell’eccitazione dell'avventura, non si accorse di avere attaccato anche un lembo del suo mantello al muro, sicché quando volle scendere dalla scala, si sentì afferrato a una mano invisibile, il giovane credette allora di essere stato afferrato dal cavallo senza testa e morì dalla paura. 

La scommessa era vinta, ma a caro prezzo.

Oggi, passare di notte per Via Crociferi, fa parte del tour esoterico e massonico della Catania dei misteri.  

Momenti di paura stamane lungo la strada che conduce da Misterbianco alla Circonvallazione di Catania, prima dello svincolo per Monte Po. Un cavallo, scappato da un recinto, si è diretto sulla strada trafficata, mandando il traffico in tilt.

Per fortuna i suoi proprietari sono riusciti a recuperarlo illeso e nessun automobilista si è fatto male. Il cavallo aveva dalla sua una buona stella, evidentemente.

Martedì, 18 September 2018 13:22

Piacenza, camion fuori strada, salvato un cavallo

Camion fuori strada, i vigili del fuoco salvano un cavallo
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La mattina del 17 settembre un camion trasporto cavalli è finito fuori strada. L'incidente è avvenuto in strada Rio Chiappone. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Piacenza che, grazie all'impiego anche di un'autogru, hanno prima fatto scendere l'animale mettendolo al sicuro, poi sono riusciti a riposizionare il mezzo pesante sulla carreggiata.

Trevignano Romano: cavallo cade in una vasca, salvato dai vigili del fuoco

Ci sono volute ore di intervento e le competenze dei Vigili del Fuoco per salvare un cavallo a Trevignano Romano. E' successo in via delle Settevene Palo 65. Sul posto due squadre dei pompieri di Roma con il supporto del nucleo SAF e della autogru.

Il cavallo era caduto in una vasca rurale di acqua e fanghiglia. L'intervento si è protetto per un paio di ore, ma alla fine il cavallo ne è uscito in relative buone condizioni e non è in pericolo di vita. 



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