Ogni anno in Italia vengono macellati un numero variabile di cavalli, oltre la metà generalmente importati dall'estero. L'Italia risulterebbe essere il Paese con il più alto consumo di carni equine al mondo. Ma di che cavalli si tratta? E' lecito pensare, anche seguendo i fatti di cronaca, i numerosi scandali sulla contraffazione alimentare e sulla macellazione clandestina, che molti di questi cavalli siano soggetti sportivi che i proprietari non vogliono più, e che finiscono nel circuito della macellazione perché costituisce la via più profittevole per smaltirli.
Anno Numero capi abbattuti in Italia
1997 240.000
1998 227.000
1999 227.000
2000 235.000
2001 281.000
2002 199.000
2003 188.000
2004 202.000
2005 138.000
2006 167.000
2007 100.000
2008 99.000
2009 84.000
2010 67.000
2011 62.000
2012 72.837
(fonte ISTAT)
E' importante sottolineare che il consumo di carne di cavallo era in costante regresso negli ultimi anni, ma purtroppo ha segnato un più 16,3% nel 2012 a causa dell'imperante crisi economica che ha portato molti proprietari a disfarsi del proprio equide.
I consumatori tuttavia non sono informati sulla provenienza della carne perché l'etichetta non permette loro di comprendere se si tratta di cavalli italiani macellati in Italia, o di cavalli esteri macellati in Italia. L'etichetta è poco trasparente, non dice cavallo spagnolo, cavallo polacco, cavallo da corsa, cavallo da concorso, piuttosto che cavallo da tiro agricolo importato dall'estero. Non solo, carne equina, come dimostrano gli scandali alimentari degli ultimi mesi, si rintraccia anche in prodotti che non dovrebbero contenerne e la cui etichetta non ne dichiara l'uso.
In assenza di trasparenza, i consumatori sono davvero convinti che il prodotto che consumano sia salubre? Sono al corrente i consumatori che i cavalli sportivi, con documento non dpa (non destinati al consumo alimentare), assumono farmaci che li rendono non mangiabili? Considerato che oltre il 60% dei cavalli sportivi italiani e europei non sono mangiabili, perché trattati con farmaci vietati per animali da macello, consigliamo agli italiani di boicottare il consumo di carne equina.
E quand'anche si trattasse di un cavallo allevato in Polonia al pascolo per essere consumato in Italia, i consumatori comprerebbero quella confezione di carne se sapessero a quali disagi è stato sottoposto l'animale per via del lungo trasporto? Non sarebbe allora meglio, per codesti consumatori, che l'animale fosse macellato all'origine per poi essere trasportato refrigerato? Almeno, saprebbero che ogni inutile sofferenza è stata risparmiata alla vittima, consentendole quel minimo di compassione.
Nella speranza che la presente crisi economica non porti alla macellazione facile del cavallo, in barba anche alle leggi - macellazione illegale - sollecitiamo i proprietari a stringere la cinghia, ma tenersi il proprio cavallo amico, anziché farlo finire in carne.
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