Loading Theme Customizer. Please wait...

rosa

Italian English
A A A
Una guida pratica per la gestione responsabile degli equini

Una guida pratica per la gestione responsabile degli equini

d

Possedere responsabilmente un equino significa comprendere le esigenze specifiche dell'animale e avere le adeguate conoscenze, e risorse economiche, per una gestione dignitosa.


Il proprietario o detentore dovrebbe anche conoscere e rispettare le norme vigenti (e il codice di condotta più appropriato) per la propria e altrui sicurezza nel possesso, gestione, impiego di equini su suolo privato o pubblico.

 

Sarebbe auspicabile sapere quando chiedere aiuto e a chi.

Possedere un cavallo è, infatti, una responsabilità tanto grande quanto lo è l’animale. Prima di acquistarne uno, i potenziali proprietari dovrebbero riflettere su una serie di questioni importanti, di carattere pratico, economico e anche morale.

Ecco qui di seguito i passi da fare prima di diventare proprietari di cavalli o altri equini:

• frequentare persone che ne hanno per comprendere i vari aspetti di cura e gestione,

• prendere in fida o semifida un cavallo in maneggio, le responsabilità e i costi saranno simili all'avere un cavallo in proprio e quindi si capirà se si è all'altezza,

• apprendere i costi del mantenimento di un cavallo (o altro equino) informandosi presso fonti accurate. 

Occorre tenere conto, infatti, che il costo di acquisto può essere una cifra irrisoria rispetto poi al mantenimento. Per quest'ultimo, i costi variano a seconda delle esigenze del binomio equino/proprietario, del posto dove l'equino è stabulato e dei fini per i quali è utilizzato. Coloro che desiderano un cavallo dovrebbero elaborare un bilancio basato sulla loro situazione economica, atto a determinare se i costi risultano accessibili.

Costi di cui tenere conto:

• alimentazione

• lettiera

• eventuale affitto dello spazio/stalla

• spese veterinarie (sia quelle di routine, che quelle di emergenza)

• mascalcia

• lezioni di equitazione/addestramento

• occorre prendere in considerazione anche la copertura assicurativa perché gli sport equestri sono a forte rischio di caduta, i cavalli poi possono fuggire e nel farlo compromettere la propria e altrui salute

Occorre trovare il cavallo adatto alla propria esperienza, esigenza e tasca.

Fattori da tenere in considerazione: età, razza, genere, impiego previsto, grado di addestramento, carattere.

È utile conoscere e valutare più cavalli prima di prenderne uno, ad esempio frequentando più maneggi, prendendo dei cavalli in fida o semifida, o semplicemente prendendo lezioni di equitazione con più cavalli. In questo modo, si aumenterà il proprio grado di competenza e esperienza in gestione da terra e a sella del cavallo.

Infine, prima di diventare proprietari di cavalli, occorre dotarsi di riferimenti indispensabili: dove comperare fieno e granaglie, da chi farsi smaltire il letame se non si è in grado di disporlo in proprio, trovare un veterinario e un maniscalco di fiducia, avere un istruttore in grado di assistere per gli eventuali problemi di gestione.

 

E’ fondamentale poter contare sull’aiuto e sulle referenze necessarie.

Questa rete di supporto può essere fatta da amici esperti di cavalli, da operatori del settore, da organizzazioni di volontariato.

La stalla

Non tutti i cavalli avranno bisogno di una stalla come alloggio. Alcune razze rustiche, con mantello spesso, sono in grado di vivere all'aperto per tutto l'anno, a condizione che possano ottenere riparo dai venti dominanti, sole estivo e mosche. Il ricovero può essere naturale (ad esempio alberi e siepi) ma occorre, per essere in regola con la normativa vigente, anche un riparo costruito dall'uomo, ad esempio una capannina o una tettoia chiusa su almeno tre lati, a seconda del tipo di equini ospitati.

Dove i cavalli sono meno resistenti, razze più delicate, dove ci sono soggetti malati, deboli, anziani, o molto giovani, può essere necessaria una sistemazione tipo scuderia, per proteggere gli animali dal freddo e umido, o dal clima troppo caldo, senza che questo significhi che possano vivere stabulati al chiuso 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno, senza mai godere della libera deambulazione. Un'area di sgambamento annessa, o adiacente, va prevista per una gestione etologica (cioè rispettosa della psicologia dell'equino).

Ogni cavallo può avere necessità di alloggio chiuso a breve termine, in caso di ferita, malattia, incidente, e queste circostanze vanno previste per tempo, per essere in grado di gestire l'emergenza che ne deriva.

Badate bene, per poter erigere una stalla, o ricovero per equini, occorre il permesso della ASL veterinaria del vostro comune (tale permesso si chiama “codice aziendale” o “codice di stalla”, ed è necessario anche per un solo pony tenuto nel giardino di casa), altrimenti il possesso è abusivo e sanzionabile.

 

Cosa fare

Le erbe tossiche devono essere rimosse e smaltite con attenzione. Utilizzare guanti protettivi per la manipolazione, perché alcune di queste piante possono essere tossiche anche per gli esseri umani. Tutte le specie di erba di San Giacomo devono essere smaltite mediante combustione controllata o discarica, perché tossiche anche se appassite. Altre piante (ad esempio di tasso e maggiociondolo) sono estremamente tossiche per i cavalli, quindi essi non dovrebbero avere accesso a queste essenze, neppure tagliate ed essicate. Per questo non è corretto dare da mangiare ai cavalli gli sfalci di giardino o di campo tagliato, se non accuratamente selezionati prima del taglio.

 

Aspetti del benessere che dovrebbero essere considerati quando si costruisce o modifica la scuderia, o stalla, per la sicurezza e il comfort degli equini: la facilità di accesso, la spaziosità per favorire il libero movimento, la luminosità, il drenaggio e la ventilazione. Se mal progettata o gestita, la stabulazione può influire negativamente sulla salute fisica e psicologica degli equini, nonché determinare rischi per la sicurezza (vedi incendi).

Le seguenti raccomandazioni riguardano le varie forme di alloggio al chiuso, tra cui i box, le stalle e i fienili.

• Costruzione: lo spazio stabulabile dagli equini non deve avere sporgenze, inceppi, ostacoli, che possano causare lesioni. Tutte le superfici vanno studiate per una facile pulizia e disinfezione. Se le superfici sono trattate con vernici atossiche o sono in legno, occorre prendere in considerazione dei sistemi per conservare in buono stato la struttura.

• Dovessero essere impiegate delle rifiniture di pregio, come anelli per legare i cavalli, mangiatoie, abbeveratoi, queste utilità devono essere libere da bordi taglienti e posizionate in modo tale da evitare lesioni. Se vengono utilizzate delle reti per il fieno, esse andrebbero fissate all'altezza della testa del cavallo, permettendogli di mangiare comodamente, ma evitandogli il rischio di inciampare o rimanere intrappolato nelle maglie della rete quando questa è vuota.

• I pavimenti vanno progettati per l'antisdrucciolo e per un buon drenaggio al fine di garantire l'igiene.

• Le porte necessitano di un varco minimo di mt 1,25. L'altezza della porta deve consentire all'equino di guardare fuori con la testa. La porta deve potersi saldare con sicurezza. E' importante che la parte superiore della porta consenta la ventilazione e l'entrata della luce naturale.

        • Le pareti laterali è meglio, per la psiche del cavallo, che consentano la vista e socializzazione tra equini (è poi compito del custode appaiare cavalli che vadano d'accordo tra loro, per evitare che la continguità crei problemi di sicurezza).

• I soffitti dovrebbero essere abbastanza alti da fornire un'adeguata ventilazione. Questo significa prevedere uno spazio di 80-90 cm dalla testa del cavallo, quando stabula in posizione eretta, al soffitto del box.

• I cavalli necessitano di luce il più possibile naturale, nel rispetto dell'ora e della stagione. Attraverso finestre, sfiati e illuminazione elettrica, si potrà ottenere una luminosità equilibrata. L'illuminazione artificiale è necessaria per consentire l'ispezione e la gestione sicura dei cavalli in ogni momento. A tal proposito, i bulbi delle lampadine devono essere racchiusi tra accessori di sicurezza, con cablaggio assicurato ben fuori portata dal cavallo.

• Le finestre, o portafinestre, anche se accessoriate con le sbarre, devono consentire un’adeguata circolazione dell'aria. E' raccomandato che le porte delle stalle abbiano la parte superiore sempre aperta per consentire al cavallo di guardare fuori, così che possa intrattenersi con quello che succede attorno a lui.

• Serve una ventilazione adeguata in qualsiasi tipo di alloggio per equini, e ciò è essenziale per la salute degli animali. I cavalli possono sviluppare patologie respiratorie e altri problemi di salute se custoditi in luoghi poco ventilati. I livelli di polvere all'interno delle stalle dovrebbero essere ridotti al minimo e la ventilazione favorita anche in modo meccanico, ad esempio attraverso pale poste nel corridoio di accesso ai box, se necessario.

• Dimensioni: siccome gli equini possono avere misure assai diverse a seconda della razza, è difficile impostare una dimensione ideale univoca per ogni tipo di box, stalla, scuderia o fienile.

 

In linea di massima, ogni cavallo dovrebbe avere lo spazio sufficiente per sdraiarsi, rialzarsi, girarsi attorno in modo confortevole.

I box per fattrici richiedono dimensioni decisamente maggiori. Gli accessi devono essere sufficientemente grandi da consentire un passaggio sicuro.

Dimensioni raccomandate per i box (sono misure "inglesi", mediamente più grandi di quelle riportate dal Codex di corretta gestione per gli equini redatto dal Minsal italiano). Abbiamo preferito riportare le misure inglesi perché nel 3x3 mt convenzionale molti cavalli rischiano di imboxarsi... il 3x3 andrà bene per un cavallo medio... sicuramente non è confortevole per un cavallo da salto tedesco, che può misurare oltre il 170cm al garrese. Nel dubbio, se dovete costruire una scuderia... più grande è il box, maggiore il comfort e minori i pericoli che il cavallo sdraiandosi, si incidenti poi nel rialzarsi.

• Cavalli stazza media: 3.65m x 3.65m

• Cavalli stazza grande: 3.65m x 4.25m

• Ponies: 3.05m x 3.05m

• Doppi ponies: 3.05m x 3.65m

• Box fattrice: 4.25m x 4.25m

• Muli: 3.65m x 3.65m

• Asini di stazza piccola: 3.05m x 3.05m

• Asini di stazza grande: 3.05m x 3.65m

• I cavalli imbrancati possono essere tenuti insieme in granai comuni, ma bisogna supervisionarli al fine di garantire che tutti i cavalli ottengano un adeguato accesso al fieno, alle granaglie e all'acqua. Lo spazio deve essere sufficientemente ampio da consentire il libero movimento e la possibilità di sdraiarsi anche contemporaneamente. Un’attenzione in più va dedicata alla selezione di branchi con individui tra di loro compatibili caratterialmente, mentre i cavalli potenzialmente aggressivi andrebbero separati per questioni di sicurezza. Le fattrici a termine, e quelle con puledro in allattamento al seguito, possono avere esigenze particolari per le quali è opportuno un alloggio separato dal resto del branco.

• E' importante fornire una lettiera adeguata nei box per cavalli. Il suo ruolo è quello di fornire isolamento, protezione, comfort. La lettiera deve essere in materiale atossico, privo di muffe e polveri eccessive, e permettere un drenaggio efficace. Il materiale di cui è costituita la lettiera deve avere potere assorbente sufficiente a mantenere il fondo asciutto e a contribuire, così, a una respirazione salubre. Se il fondo del box è costituito da un tappeto in gomma, va comunque utilizzata un minimo di lettiera igienica per assorbire l'urina. Qualsiasi sia il tipo di lettiera usata (paglia, truciolo, lolla etc... ), va cambiata e pulita regolarmente.

• L'incendio è sempre un rischio nelle scuderie. I locali devono essere progettati per incorporare le raccomandazioni di sicurezza antincendio fornite dalla comunità locale e dagli enti di competenza. Tutti i liquidi altamente infiammabili e i materiali combustibili vanno riposti lontano dai box dove alloggiano i cavalli. Nelle scuderie dovrebbe essere posto il divieto di fumare.

• Tutte le attrezzature e servizi (unità di illuminazione, estintori e sistemi di allarme) vanno tenuti puliti, ispezionati annualmente da una persona competente e mantenuti in buono stato di funzionamento. L'impianto elettrico deve essere installato, manutentato, ispezionato regolarmente da un elettricista qualificato in conformità alle norme vigenti. Tale elettricista rilascerà anche la certificazione di impianto a norma. Tutto il cablaggio e gli accessori devono essere inaccessibili ai cavalli, ben isolati, al riparo da roditori e avere la messa a terra. Se si utilizzano prolunghe, occorre adottare misure di sicurezza per ridurre il rischio di lesioni ai cavalli. Con un’adeguata messa a terra di tutto l'impianto, e un buon dispositivo di protezione a corrente differenziale, il rischio di incendio e di folgorazione può essere ridotto notevolmente.

• Occorre avere un piano di evacuazione in caso di incendio, in modo da sapere in anticipo come attuare le procedure di emergenza di evacuazione dei cavalli.

 

La posta può essere definita come un sistema per ancorare in sicurezza un cavallo in una zona desiderata perché non si muova liberamente. Non è un metodo di detenzione adeguato per un periodo lungo, in quanto limita la libertà di movimento, di trovare cibo, acqua, riparo, protezione dalle intemperie e dagli attacchi dei predatori.

Inoltre, può rappresentare un rischio per l'incolumità del cavallo se, nel tentativo di liberarsi, si impiglia o si ferisce.

La posta, protratta troppo a lungo, è un maltrattamento in quanto incompatibile con l'etologia dell'equino.

Lo stesso dicasi per altri metodi di contenimento coercitivo, ancora usati in alcune zone d'Italia, come le pastoie, corde legate agli anteriori dell'equino che gli limitano lo spostamento e il tipo di andature.

Se vedete cavalli in pastoie, cercate di vedere se ci sono lesioni sotto le corde, per capire l'intensità con la quale le pastoie sono utilizzate. Per l'attuale normativa, infatti, a meno che non ci siano lesioni, non si riesce a provare l'intensità dell'utilizzo, e quindi l'ipotesi di maltrattamento o cattiva gestione.

La posta può essere utile come metodo eccezionale di contenimento a breve termine (ad esempio durante brevi soste durante un trekking, o nei casi in cui il cavallo deve essere visitato e medicato, o gli si devono fare i piedi, etc). Quando i cavalli sono tenuti legati necessitano di supervisione costante. I cavalli tenuti alla posta necessitano di ispezione frequente, e l'acqua va loro fornita con regolarità.

Le recinzioni dovrebbero essere abbastanza solide e di un'altezza sufficiente per evitare che i cavalli possano darsi alla fuga (ad esempio per gli stalloni possono essere necessarie recinzioni più alte o doppie) e lo spazio va progettato, costruito, mantenuto con attenzione, per evitare il rischio di lesioni, di sporgenze taglienti, di vie di fuga non programmate.

Gli accessi devono consentire il passaggio facile e sicuro di cavalli, ma i cancelli devono essere fissati saldamente per evitare lesioni e fughe non calcolate. In alcune situazioni, ai cancelli può essere necessario mettere un lucchetto. Il filo spinato non deve essere usato nei recinti per equini, mentre se viene impiegato il filo elettrico, occorre assicurarsi che sia sufficientemente visibile al cavallo.

Il filo elettrico, in generale, non è una forma di detenzione stabile e sicura contro le fughe. E' stato inventato come recinto temporaneo, spostabile, accessorio. Non va assolutamente bene per ogni tipo di equino e va utilizzato, come recinto temporaneo, sgambamento, solo laddove ci sia stabilmente un custode, qualcuno cioè che si possa accorgere dell'eventuale fuga e arrestarla.

Gli stalloni possono richiedere una linea di recinzione elettrica interna alla recinzione normale, specialmente sul lato eventualmente confinante con fattrici o altri stalloni. Questo per evitare l'aggressione tra gli occupanti di recinti differenti, nonché per contenere lo stallone all'interno dell'area assegnata.

I recinti elettrici devono essere progettati, installati e mantenuti in modo che il contatto con loro non provochi più di un momentaneo fastidio al cavallo; tutte le unità di potenza devono avere la messa a terra. I cavalli ospitati dalle recinzioni elettriche necessitano di supervisione supplementare fino a che non si abituano ad essa. Temporanee suddivisioni interne, create dal nastro elettrificato, o in altro materiale removibile, forniscono una barriera interna efficace a breve termine, ma non sono idonee a essere usate come recinzione unica.

L'altezza delle recinzioni deve dipendere dal tipo di equini ospitati. Si raccomandano recinzioni alte almeno un metro e 25 centimentri e più precisamente:

• Per cavalli: da mt 1,08 a mt 1,38

• Per ponies: da mt 1,00 a mt 1,30

• Per gli stalloni: da mt 1,38 a mt 1,80

La trave, o passo inferiore, dovrebbe partire da mezzo metro da terra per i cavalli (per i pony, ovviamente, ci si deve regolare diversamente). 

 

Il peso e la condizione nutrizionale del cavallo vanno monitorati con regolarità per evitare il peggio. L'alimentazione va aggiustata secondo stagione, età, problematiche di salute ed esercizio fisico affinché l'equino mantenga il suo peso forma.

Il grafico sotto riportato, basato su un sistema di indagine definito Body Condition Score, mostra a sinistra il cavallo e a destra l'asino, da eccessivamente magro a una condizione di obesità, partendo dall'alto verso il basso.

La forma ideale è la quarta dall'alto per il cavallo e la terza dall'alto per l'asino.

 

2

 

Un'alimentazione eccessiva a lungo termine porta all'obesità, che non è un vantaggio per l’equino, anzi, può essere sinonimo di problemi di salute. Si consiglia di correggere la dieta se è in eccesso, discutendola con un veterinario di fiducia. Qualsiasi cambiamento di dieta non può essere repentino, per evitare le coliche, cioè la prima causa di mortalità per gli equini.

L'obesità e l'eccesso di cibo rimangono le principali cause di laminite. I cavalli che sono in sovrappeso sono ad alto rischio di svilupparla. Essa può essere associata con il consumo di una quantità eccessiva di erba fresca e ricca di proteine. Per ridurre questo rischio, si può limitare il pascolo ad alcune ore del giorno.

La laminite può colpire anche cavalli che non sono in sovrappeso ma alimentati in modo scorretto (eccesso di concentrati, mangimi, granaglie). Una volta che l'equino ha sviluppato la patologia, anche se recuperato in tempo, mantiene la predisposizione e la sua dieta preventiva va controllata per il resto della vita dell'individuo.

L'obesità negli asini può causare problemi metabolici in aggiunta a quelli di cui sopra. Occorre adottare delle precauzioni supplementari per evitare l'obesità negli asini.

Allo stesso modo, l'eccessiva magrezza non è un bene per gli equini. Dalle costipazioni all'indebolimento del sistema immunitario, qualsiasi deficit di alimento, per quantità o qualità, può portare a gravi deficenze fino alla morte dell'equino.

Un cambiamento improvviso di appetito, o una diminuzione di peso, possono essere il segno di cattiva salute e si dovrebbe prestare molta attenzione agli animali per valutare in tempo altri segni clinici di malattia.

Le esigenze nutrizionali di un cavallo variano durante la sua vita. Puledri, fattrici gravide e cavalli anziani hanno esigenze alimentari speciali. Se qualcosa vi preoccupa perché l'aspetto dell'equino non è dei migliori, consultate per tempo un veterinario/nutrizionista.

I cavalli necessitano di un accesso circa costante al cibo durante la giornata. Se un cavallo rimane nel suo box per lunghi periodi di tempo, è opportuno somministrargli foraggio ad intervalli regolari per cercare di imitare il modello naturale di pascolo dei cavalli. Se i cavalli sono a dieta, ci sono modi per ridurre il volume di cibo consumato in un dato tempo, pur consentendo abitudini alimentari naturali (ad esempio utilizzando reti con piccoli fori, limitando l'affluenza in una zona con pascolo ristretto o dividendo il pascolo).

Eventuali cambiamenti di dieta (aumento di volume, cambiamento di mangime o fieno ecc) dovrebbero essere fatti gradualmente. I cambiamenti improvvisi possono portare a disturbi gastrointestinali, tra cui coliche e diarrea, e vanno evitati.

I proprietari con poca esperienza, o quelli che stanno verificando dei problemi con l'alimentazione degli equini custoditi, farebbero bene a consultare esperti di alimentazione equina per correggere la dieta quanto prima.

 

 

I foraggi

Possiamo suddividerli in tre grandi categorie: graminacee,  leguminose e altre foraggere.

Graminacee: in linea di massima quasi tutti i pascoli polifiti possono essere considerati un valido alimento per i cavalli, ad esclusione di quelli pelosi o pungenti. La validità nutritiva è proporzionale alla quantità delle foglie (dove c'è la concentrazione maggiore dei principi nutritivi) rispetto agli steli. Le graminacee da pascolo più consumate dal cavallo sono: gramigna, orzo selvatico, logliarella, erba dei fossi, paleo, paleino odoroso, panico selvatico, avena maggiore, avena sativa, festuca dei prati, segale, miglio, grano, frumento.

Leguminose: il fieno da leguminose è altamente proteico, contiene calcio e fosforo, ma poche fibre. Questo tipo di fieno dev’essere dato in misura minore rispetto al primo perché il basso valore di fibre e l’alto valore di proteine potrebbero determinare delle coliche. Le principali piante sono: erba medica, trifoglio, veccia, sulla, lupinella e lupino, ma anche meliloto, fava, soia e carruba.

 

Consiglio: scegli alimenti semplici.

È essenziale che tutti i cavalli abbiano accesso continuo a una fornitura di acqua fresca e pulita.

Se non si ha a disposizione l'acqua corrente, occorre regolare con frequenza la somministrazione di acqua fresca e pulita con secchi e affini, in modo che il quantitativo adeguato di liquidi sia comunque frequente e regolare.

Fonti d'acqua naturali come ruscelli non sempre sono soddisfacenti, in quanto potrebbero essere contaminati; in questo caso un approvvigionamento alternativo potrebbe essere utile. Se l'acqua arriva dal pozzo, assicurarsi che sia pulita e abbondante. Se arriva da un ruscello, assicurarsi che non sia sabbiosa. Prestare particolare attenzione durante i periodi di caldo afoso, in cui gli animali bevono di più, o durante le gelate, quando i tubi possono congelarsi.

Gli abbeveratoi o i secchi devono essere fissati saldamente a una altezza comoda per consentire agli animali di bere con comodità e per evitare gli incidenti. Controllare spesso le fonti di abbeveraggio per garantire che non ci siano ostruzioni o problemi di potabilità.

Per i cavalli scuderizzati controllare spesso le beverine, per verificare se il funzionamento è corretto e per pulirle dai detriti e dalle muffe.

 

Tutte le fonti di abbeveraggio vanno controllate regolarmente per evitare l'accumulo di alghe e altri detriti.

La pulizia va fatta con sostanze atossiche.

I secchi d'acqua, se i cavalli sono tenuti temporaneamente alla posta, dovrebbero essere riempiti a intervalli regolari in modo che vi sia accesso continuo all'acqua potabile. I contenitori d'acqua è preferibile che siano a prova di caduta, facili da pulire e posizionati laddove possano essere raggiunti con facilità.

La salute è il riflesso della cura che si ha dell'equino e dell'investimento in prevenzione (salvo destino non controllabile).

La routine per la salute

Ogni persona responsabile della supervisione dei cavalli dovrebbe essere in grado di riconoscere i segnali della condizione di salute e avere una conoscenza di base del primo soccorso. E’ importante che i proprietari e i gestori abbiano un veterinario di fiducia per diagnosticare o curare malattie o infortuni. Questo compito può essere facilitato tenendo uno o più numeri di telefono di veterinari di fiducia, o della zona, a portata di mano. I passaporti dei cavalli devono essere accessibili con facilità; compreso il registro di carico e scarico dei farmaci nel caso di equini registrati all'anagrafe come destinabili al macello.

I proprietari e i detentori di cavalli dovrebbero essere in grado di riconoscere l'atteggiamento normale dei loro cavalli in stato di salute, per poter riconoscere i segni che indicano che ci possono essere problematiche in corso. Questi segnali includono:

• cambiamento di appetito (per gli asini la perdita di appetito può indicare il pericolo di vita e pertanto il parere di un veterinario dovrebbe essere cercato immediatamente);

• cambiamento di aspetto e consistenza delle feci;

• cambiamento di atteggiamento o comportamento;

• cambiamento di peso;

• segni di dolore o disagio, tra cui riluttanza a muoversi, scalpitare a terra, rotolarsi, aumento della frequenza respiratoria e sudorazione;

• riluttanza a stare in piedi o impossibilità di starci;

• qualsiasi segno di risentimento o di zoppia, la presenza di ferite;

• eventuali segni di malattia, come ad esempio la presenza di muco negli occhi, orecchie o nel naso, oppure la tosse o difficoltà respiratorie.

Questo elenco non è esaustivo, e ogni cambiamento nel comportamento è una avvisaglia da non sottovalutare. Se il trattamento iniziale di primo soccorso non sembra efficace, chiamare il veterinario. In caso di problemi ai piedi, ci si deve rivolgere a un maniscalco esperto. I consigli del veterinario o del maniscalco dovrebbero essere seguiti con diligenza, ma se non siete convinti, nulla vi impedisce di chiedere un secondo parere ad altro esperto.

 

 

Attenzione: Queste informazioni forniscono solo delle linee guida e non devono sostituire le informazioni del vostro veterinario.

Cavalli che vivono a casa

I cavalli  mantenuti sulle proprietà rurali, con poco o nessun contatto con altri cavalli, hanno un rischio minore di entrare in contatto con agenti patogeni. Tuttavia, se lo fanno, possono presentare segni di malattia grave visto che il loro sistema immunitario ha sviluppato poche immunità. Si raccomanda che i cavalli esposti a un rischio minimo siano comunque protetti con i vaccini di base, prima di tutto quello per il tetano. E' anche importante riconoscere che agenti patogeni diversi possono essere correlati alla distribuzione  geografica. La zanzara vettore dell'anemia infettiva equina sembra essere limitata ad alcune zone paludose e la diffusione della patologia è probabilmente legata alla migrazione degli uccelli provenienti da zone infette. Per i cavalli che vivono in zone paludose può essere fortemente raccomandata la vaccinazione per il virus  del Nilo occidentale (WNV). In altre zone può diventare fortemente raccomandata la vaccinazione antirabbica, e via dicendo. 

 

Le coliche indicano un problema digestivo che si origina nell'addome. I cavalli sono purtroppo inclini a questo problema, che può essere anche mortale.

Prevenzione

1. Il cavallo deve avere sempre l'acqua fresca e pulita a disposizione

Quando rimangano senza possibilità di bere per ore, aumenta per i cavalli il rischio di coliche secondo gli studi più recenti. Maggiore è l'età del cavallo, più questo rischio è elevato in mancanza di fonte d'acqua. Affinché il cavallo beva a sufficienza, occorre tenere presente che esso preferisce bere dal secchio che dalla beverina. Per assicurare che l'abbeverata sia a flusso libero, occorre predisporre abbeveratoi automatici, o una supervisione continua degli animali, al fine di riempire il secchio d'acqua se si svuota. Quando il tempo gela, occorre che le tubature siano riscaldate affinché non si interrompa il flusso d'acqua. E' meglio evitare di somministrare acqua gelata al cavallo. Assicurarsi che l'acqua sia a temperatura adeguata. Per i viaggi lunghi, ricordarsi di fare le varie soste di abbeveraggio.

2. Consentire l'affluenza al pascolo

I cavalli che hanno accesso al pascolo presentano un rischio di coliche più basso rispetto a quelli che non vi hanno accesso. Attenzione alle rotoballe. Al loro interno il fieno potrebbe non essere della migliore qualità o preservato correttamente. I cavalli che hanno accesso a fieno di qualità, depolverizzato, rischiano di meno la colica.

3. Evitare l'alimentazione a terra in zone sabbiose.

I cavalli possono ingerire abbastanza sabbia perché l'intestino si irriti. E' meglio utilizzare rastrelliere, mangiatoie o reti che tengano il fieno sollevato da terra, dove possono esserci impurità, batteri e sabbia.

4. Evitare l'eccesso di mangimi

Il rischio coliche aumenta del 70% con la somministrazione di alimenti preparati a base di cereali, melasse e altri integratori. Selezionate bene le granaglie ed evitate di somministrarne in eccesso rispetto alle esigenze alimentari del cavallo.

5. Cambiare gradualmente le abitudini degli equini

Il rischio di coliche aumenta se il cavallo va in stress. Ogni cambio di abitudini, di alloggio, di allenamento, di alimentazione, andrebbe affrontato con gradualità per dare modo al cavallo di adattarsi gradualmente. 

6. Tenere controllati i denti

Se ci sono problemi alle arcate dentali, vanno risolti attraverso la livellatura praticata da un veterinario ippiatra ad hoc. Questo assicura la masticazione corretta e quindi una digestione facilitata.

7. Tenere sotto controllo i parassiti

I parassiti possono essere una causa di colica, e quindi il cavallo va testato periodicamente per approntare il vermifugo più adatto.

8. Monitorare il cavallo per leggere i sintomi di malessere per tempo

I cavalli seguiti quotidianamente dal loro proprietario hanno meno incidenze di coliche o di coliche mortali. Ai primi segni di occlusione, di malessere, di insorgenza, si può passeggiare il cavallo e incitarlo a bere per liberarsi. Se la colica non accenna a essere superata, chiamare il veterinario e seguire le sue indicazioni. Il pronto intervento può salvare la vita al cavallo.

9. Prestare particolare attenzione alle fattrici post partum e ai cavalli che sono in riabilitazione dopo malattia

Tutti i cavalli che hanno affrontato stress importanti, come il parto per una fattrice, o una malattia, nei mesi successivi possono essere particolarmente delicati e quindi occorre prestare loro una speciale attenzione fino a che non si ritorna alla normalità, e assicurarsi un intervento tempestivo nel caso di insorgenza di colica. La somministrazione di anti dolorifici e anti infiammatori può talvolta nascondere i primi sintomi di insorgenza di colica, attenuandoli. Il risultato può essere che quando ci si accorge della colica è troppo tardi. Discutere i livelli più appropriati di fenilbutazone (Bute) con il veterinario, specie su soggetti che possono essere particolarmente predisposti,  ad esempio che hanno avuto già precedentemente degli episodi di colica.  Evitare l'uso prolungato e in quantità elevate di Bute per non rendere il cavallo un soggetto predisposto alle coliche.

I piedi e la loro cura sono fondamentali per prevenire zoppie e per equilibrare il cavallo.

Le unghie dello zoccolo vanno limate regolarmente da una persona competente e una particolare attenzione va prestata alla loro ricrescita e agli appiombi. 

 

Un cavallo non dovrebbe essere impiegato in attività sportive che lo stato dei suoi piedi e articolazioni delle gambe non gli permettono.

La scelta tra ferrare e tenere l'equino scalzo va ponderata a seconda di tante variabili, tra cui le condizioni di salute dell'equino, l'utilizzo che se ne fa, il tipo di gestione, il tipo di fondo su cui il cavallo soggiorna abitualmente, le varie problematiche che si presentano strada facendo.

 

Se si opta per il cavallo scalzo, va tenuto presente che l'unghia necessita comunque di pareggio qualificato. 

La transizione tra l'una e l'altra condizione, ferrato/scalzo, va seguita con attenzione, tenendo presente in primo luogo le esigenze dell'equino e il suo benessere, il suo sentirsi a proprio agio e l'appoggio sicuro sul terreno, l'impatto nel lungo periodo e tutte le altre variabili di cui si è accennato sopra.

E’ buona prassi controllare le referenze di pareggiatori/maniscalchi e affidarsi a persone esperte, che abbiano una buona reputazione. Gli zoccoli normalmente necessitano di essere rivisti ogni 4-8 settimane. La frequenza nel pareggio delle unghie dipenderà da vari fattori, tra cui la salute, la nutrizione, l'età, il fondo su cui soggiorna l'equino, quanto l'equino cammina al giorno e l'impiego, in generale, che se ne fa.  

 

I piedi dei cavalli devono essere controllati quotidianamente, vanno esaminati per segni di disagio, ferite, lesioni, materiali estranei, impatto sul suolo, tenuta dei ferri, se portati.

Riproduzione

 

Se si decide di allevare, ci sono una serie di considerazioni di cui tenere conto. Prima di tutto: è proprio necessario?

Il discorso che segue esclude gli allevatori professionali di equini per il macello, i quali avranno già calcolato la resa e seguono logiche, di solito, basate su razze ad hoc, agresti, allevate a costo irrisorio su pascoli demaniali o marginali all'agricoltura, prendendo contributi per l'allevamento che sono esclusi per gli allevatori non professionali o occasionali.

Per tutti gli altri, lo stallone e la fattrice sono candidati adatti per la riproduzione? Se non lo sono e si spera di farci dei soldi è meglio lasciare perdere. Occorre tenere conto che il valore di un equino è dato da un certo numero di fattori, tra cui la razza, la genealogia all'interno della razza, la reputazione dell'allevatore, l'estetica dell'animale, l'indole e anche l'educazione. Questo non è un settore in cui si può improvvisare... si andrebbero a far nascere puledri il cui valore di mercato è inferiore ai costi di allevamento. A quale pro?

Ci sono già tanti cavalli che vanno ingiustamente al macello senza che ad accrescerne il numero debbano essere allevatori improvvisati.

Inoltre, le cavalle hanno esigenze particolari durante la gravidanza, il parto e il periodo post-parto e si dovrebbe essere certi di conoscere questi aspetti prima di accingersi ad allevare cavalli.

La cura di un puledro da destinarsi alla sella può essere costosa e richiede un investimento di tempo elevato. Si è preparati per intraprendere l'allevamento, se ne conoscono veramente tutti gli aspetti?

Se non si è in grado di allevare equini che di sicuro avranno un mercato, a meno che non si desideri allevare un puledro solo per sé, sarebbe dunque meglio astenersi dalla riproduzione, specie in questo periodo di crisi economica, dove è pieno di equini in esubero e il mercato è completamente fermo per le fasce di reddito medie. Mentre le fasce di reddito alte... ebbene, quelle non vanno di certo a comperarsi il cavallo chicchessia e non lo vogliono neppure in regalo.

 

Sella e finimenti

Devono essere appropriati per la mole dell'equino e per l'utilizzo che se ne intende fare. E' bene farsi consigliare nell'acquisto da persone esperte. L'attrezzatura va inoltre tenuta pulita e manutentata nel tempo, per assicurare il comfort, la sicurezza e l'efficacia.

Glomi, fasce, protezioni devono essere adatti allo scopo e montati correttamente per evitare disagi o lesioni e indossati solo per il tempo minimo necessario. Quando il cavallo soggiorna nella sua stalla, o nel recinto di sgambamento, non deve indossare alcun articolo di selleria/finimento adibito all'equitazione. Può indossare la testiera, ad esempio se è in un paddock a sgambare, solo se non ci sono pericoli che possa impigliarsi da qualche parte, se facilita la presa in carico a mano da parte del conducente e se il recinto è supervisionato.

Il trasporto di cavalli e pony deve essere sicuro, effettuato da persone che hanno esperienza, titoli, mezzi idonei.

È essenziale che il veicolo utilizzato per il trasporto di cavalli sia in buone condizioni, sia assicurato, abbia un pavimento idoneo, e fornisca il supporto adatto e lo spazio sufficiente per i cavalli trasportati.

Gli equini devono essere trasportati soltanto se sono in stato di salute buono (a meno che, naturalmente, siano in viaggio per un trattamento veterinario o portati via per la loro messa in sicurezza).

Gli animali devono ricevere cibo e acqua a intervalli regolari durante il viaggio. Il trasporto di puledri dovrebbe essere svolto con attenzione per salvaguardare il benessere di puledro e fattrice.

Occorre ricordarsi che di ogni trasporto va formulato un apposito documento di movimentazione che attesta da dove a dove (da quale codice di stalla aziendale a quale codice di stalla aziendale), chi, come, quando e perché viene effettuato il trasporto. Questo modello di trasporto, facilmente reperibile anche online (Modello 4 o foglio rosa) deve essere conservato per 5 anni ed esibito alle autorità sanitarie in caso di controllo.

Il cavallo anziano

Generalmente parlando, un cavallo che ha superato i 20 anni è anziano. Ma diversi cavalli, superata quell’età, sono ancora in buone condizioni e cavalcabili. L’età, da sola, non dovrebbe essere un criterio per la pensione o la gestione speciale. Tuttavia, se un cavallo invecchiato ha uno o più dei problemi sotto elencati, diventa un candidato per cure speciali.
 

Quando i cavalli invecchiano i loro bisogni sono solitamente maggiori.

La supervisione necessaria perché vivano in benessere necesita di essere più assidua rispetto a quella per equini più giovani.

 

Esattamente come per gli esseri umani, i cavalli anziani si ammalano con più frequenza e richiedono più cure medico veterinarie per stare in salute.  

Quando un cavallo è a fine carriera lavorativa, o è molto anziano, si può considerare la possibilità di metterlo in un pensionato per cavalli anziani. I proprietari hanno la responsabilità di conoscere le esigenze e le problematiche dei cavalli anziani e i costi di pensionamento. Oggi come oggi i cavalli hanno una vita media che si estende dai 25 ai 30 anni. Se il proprietario ha scelto come destinazione ultima NON DPA, non macellabile, è inteso che deve farsene carico fino alla fine, non esistono pensionati gratuiti per i cavalli a fine carriera, nell'ordinamento italiano ed europeo non esiste la categoria "cavallo da compagnia", dove la comunità ha obblighi, attraverso il sistema tributario, di mantenere i cavalli non voluti.

 

Non prendetevi alcun cavallo, se non avete chiaro che questo non è un oggetto, ma un essere senziente e la sua vita ed esigenze e diritti non terminano quando il proprietario si è stufato.

L'abbandono è reato, così come lo è la macellazione clandestina.

Pensionamento

Non esiste possibilità di pensionamento conto terzi dei cavalli. Il pensionamento compete, da ogni punto di vista, anche economico, al legittimo proprietario.

I cavalli non sono, nel nostro ordinamento (né italiano, né europeo) animali da compagnia, ne consegue che non esistono gli equili pubblici, così come invece esistono i canili mantenuti attraverso le amministrazioni locali. 

Non esistono neppure pensionati privati che possono permettersi di mantenere gratuitamente i cavalli altrui. Chi si prende un cavallo deve sapere che questo ha una durata media di vita di 25/30 anni e che mantenerlo fino alla fine spetta unicamente al proprietario. 

Ne consegue che, se una persona non ha il posto a casa dove tenere il cavallo anziano, né lo ha dato a terzi per tempo (è assai improbile trovare chi voglia, anche se gratis, un cavallo anziano), il mantenimento gli spetta. Abbandonare un cavallo è reato.

Per trovare un pensionato per cavalli anziani, basta consultare la lista di maneggi/agriturismi/cascine con cavalli della propria provincia, regione, regolarsi su quelli che non hanno declinazione agonistica e che sono strutturati per la gestione degli equini in ricoveri/stalle e recinti di sgambamento. Il cavallo anziano ha infatti bisogno di muoversi da solo per tenere sciolte le articolazioni e non può vivere in box 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno.

 

Visitare la struttura prima di portarvi il cavallo. Firmare un contratto di pensionamento per iscritto, che prevada obblighi e doveri. Farsi rilasciare le ricevute mensili del mantenimento.

Il costo non è mai inferiore ai 200 euro al mese, cifra minima, per un buon pensionato che offra servizi qualitativi per i cavalli anziani.