Cartoline HORSE ANGELS

Legge di tutela specifica per gli equidi

Il cavallo è un animale iperspecifico, e nel nostro ordinamento non è un animale d'affezione, ma non si può pretendere neppure che rientri in tutto e per tutto negli animali da allevamento, come le mucche. E questo non solo perché ha esigenze diverse, ma perché esiste tutta una categoria di cavalli, quelli sportivi, dove per legge europea, e non solo italiana, una volta denunciati come non macellabili, questa loro condizione è irreversibile. 

Gli equidi necessitano dunque di una normativa ad hoc, che indichi come debba essere fatta, a grandi linee, la loro gestione per il benessere, e indichi cosa è invece maltrattamento e va represso, con opportuni controlli e sanzioni. Serve una normativa che dica una volta per tutte dove debbano andare i soldi di queste sanzioni, e se questi fondi possano essere investiti per mettere in sicurezza i cavalli in caso di un maltrattamento tale che richieda una azione di sequestro degli animali, e affido a terze parti affinché i soggetti siano in sicurezza e l'abuso abbia termine.

Il sequestro con affido agli indagati ha infatti provato, in questi anni di sperimentazione, di essere una misura che non risolve l'abuso. Mentre per il sequestro con affido a terze parti, le procure lamentano sempre di non avere budget, e le associazioni animaliste idem.

Dobbiamo allora chiudere gli occhi sui maltrattamenti?

Una legge di tutela specifica, organica, metterebbe ordine a quegli interventi sporadici sulla tutela del cavallo, legati a momenti specifici della vita dell'animale (vedesi ordinanza sui palii, ordinanza sui trasporti, ordinanza sull'anagrafe equidi), e renderebbe obbligatorio quello che oggi è incoraggiato da vari codici etici a valenza sportiva, istituendo un meccanismo di sanzioni certo e prevedibile, che possa essere educativo e preventivo e chiarirendo al pubblico, che ha  aspettative elevate di tutela per questo animale, la posizione certa del nostro impianto normativo sul cavallo, laddove oggi la discrezionalità di interpretazione, sul maltrattamento, è tanto ampia quanto evasiva, vanificando di fatto, spesso, ogni tutela.

L'obiettivo di Horse Angels è arrivare a questa normativa, già esistente nei principali paesi europei, ed occidentali in generale. 

L'Italia, da questo punto di vista, fa eccezione, ma in senso negativo. 

Tutto ciò non è a favore dei cavalli, e neppure della dignità degli sport equestri.

 

Vietare ogni forma di coercizione violenta

Come gli altri animali, anche i cavalli non devono essere maltrattati né costretti senza necessità a fatiche eccessive.

Questi sono i divieti posti dalla normativa in Svizzera, non tutti questi divieti sono stati recepiti anche in Italia, ma vi consigliamo fortemente il rispetto dei divieti qui di seguito anche sul nostro territorio, nonché di premere perché, in una eventuale legge organica a tutela degli equini, questi divieti siano recepiti e vengano previste le opportune azioni di controllo, repressione, sanzione:

1 - somministrare sostanze e prodotti con l'intento di influenzare le prestazioni (doping),

2 - svolgere pratiche sessuali con gli animali,

3 - accorciare il fusto della coda,

4 - modificare la posizione naturale degli zoccoli, impiegare ferrature dannose e fissare pesi nella regione degli zoccoli,

5 - incitare o punire gli animali con dispositivi a scarica elettrica,

6 - impiegare in competizioni cavalli ai quali sono stati tagliati o anestetizzati i nervi degli arti, la cui pelle è stata resa ipersensibile o a cui sono stati applicati mezzi ausiliari che infliggono dolore,

7 - asportare i peli tattili (le vibrisse sono organi sensoriali!)

8 - immobilizzare la lingua.

 

Sconfiggere una volta per tutte le corse clandestine

Se fosse vietato tout court allenarsi per strada, su asfalto, non ci sarebbe il problema di dover cogliere i delinquenti mentre corrono, con corsa in atto, altrimenti non gli si può contestare nulla.

Ogni persona trovata ad allenarsi per strada, con un cavallo da corsa, sarebbe immediatamente sanzionabile su base amministrativa. E sarebbe più semplice combattere il triste fenomeno delle corse clandestine nelle zone a rischio del centro e sud Italia. 

Arginiamo il problema dalla base. Chi vuole allenarsi con le corse, lo faccia su circuiti chiusi, come gli ippodromi e i centri di allenamento, ma assolutamente non su strada d'asfalto, dove oltre che danneggiare i cavalli, si danneggia la viabilità e l'incolumità pubblica. 

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